MARCIANISE: PER LE COMUNALI VANNO IN SCENA I GIOCHETTI DEI SOLITI NOTI PER CONSERVARE IL POTERE

«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» “. È la  frase pronunciata da Tancredi, il nipote del principe di Salina, ne “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi per indicare che la salvezza passa per un necessario cambiamento interiore e non esteriore. In parole semplici, ogni rivoluzione non necessita di gesta eroiche, esaltazioni,grandi affanni ma di un profondo cambiamento dentro di noi. Tutti, ed in particolare coloro che ricoprono ruoli istituzionali  o si candidano al governo di una comunità,  dovrebbero far tesoro di questa autentica perla di saggezza. Ed invece, si preferisce riempirsi la bocca con la parola “cambiamento”,  ma nei fatti si perseguono solo  i propri interessi, la comoda poltrona, il controllo del potere. Per rendersene conto, basta dare uno sguardo fugace alla realtà politica locale: cambi di casacca in nome di irrinunciabili principi e valori, salvatori della patria a gogò, semisconosciuti immolati  alla causa dei soliti noti. In altre parole, le solite piroette per soddisfare il logorante arrivismo di qualcuno o l’irrefrenabile voglia di qualcun altro a voler determinare sempre e comunque il destino politico della città. Non cambieranno mai, ma almeno abbiano la bontà o la decenza, scegliete voi il termine che più vi aggrada,  di sorprenderci e di affidarvi a  mezzi più convincenti ed efficaci : a compiere miracoli sono statue, santi, luoghi particolari mai tavoli.