Perché il blog?

Non mi era mai frullata in testa l’idea di aprire un blog, ma per una serie di circostanze del tutto casuali e di carine sollecitazioni amicali non avevo via di scampo.

Circa un paio di settimane fa mentre prendevo posto in un teatro di Caserta per assistere alla commedia “Na santarella” di Eduardo Scarpetta, messa in scena dalla compagnia teatrale marcianisana “Siparium” per sovvenzionare “Medici senza frontiere”, Gabriella, amica dei passati e spensierati tempi, coglie l’occasione per complimentarsi sull’ultimo mio post sui social network riguardante “il buono e intelligente che non serba rancore perché impegnato a migliorare la sua vita”.

“Sai Michele – esordisce – te lo dico da psicoterapeuta, scrivi delle cose che pensano, accomunano tanti e che offrono sempre spunti di riflessione, ma su cui spesso, per timidezza, paura di esporsi, frenesia e preoccupazioni della vita quotidiana, non ci si sofferma. Perché non crei un tuo blog? Potresti dare libero e piacevole sfogo- continua Gabriella- alla tua passione per la scrittura e nello stesso tempo, dare voce a chi non ce l’ha”.

Le parole calde e stimolanti di Gabriella da un lato indubbiamente gratificano, dall’altro inevitabilmente impegnano la mia mente a valutare la possibilità di esplorare una nuova realtà, mai balenata nel mio cervello.

Da collaudata “strizzacervelli”, Gabriella legge sul mio viso un certo stupore misto a leggera perplessità ed incalza: ”Ti invio su whatsApp il link del blog lifestyle di una mia amica che ha riscosso un enorme successo, può esserti da spunto, sprono, riferimento”.

Dopo la piacevole conversazione avvenuta a totale discapito di Maria Concetta che ormai mi dà per disperso senza un minimo preavviso, ritorno al mio posto per godermi l’esilarante, brillante commedia dell’intramontabile regista Aldo Guida.

Torno a casa, non del tutto convinto dell’idea di realizzare un blog perché di indole pigra, e già oberato sia da diverse attività lavorative che dalle quotidiane giravolte delle mie costruzioni mentali, ma comunque con il proposito non tanto fermo di prenderla in considerazione nelle prossime settimane. Ceno, do uno sguardo a facebook e noto con mio enorme meraviglia che tra i mei diversi commenti sempre riguardo allo stesso post, un’altra mia affettuosa e stimata amica insegnante con studi in psicologia, Maria Rosaria, scrive: “Dolci, amare e molto vere le tue pillole di saggezza caro mic…”.

A questo punto mi sento un po’ come un topo in trappola senza alcuna possibilità di fuga, il blog vuoi o non vuoi s’adda fa . “Evidentemente – argomento tra me e me – in uno dei miei mille quotidiani soliloqui, le dottoresse avranno visto qualche aspetto di me che mi sfugge e poi, scrivere, confrontarmi con tutti , mi piace, mi diverte, mi ha sempre consentito di conoscere e capire tante cose” . Ed eccomi qua col blog per incontrarmi, confrontarmi, condividere con voi riflessioni, emozioni, pensieri ed altre situazioni serie e meno serie perché nella vita non bisogna mai prendersi troppo sul serio.

Il mio diario personale, non è uno “sfogatoio” personale o uno strumento per appagare il mio narcisismo ove me la suono e canto da solo, ma un luogo d’incontro per riflettere insieme, farci due risate e scusatemi per la velleità o sfrenata ambizione, anche dar voce a chi non ce l’ha. A tal proposito, avrete uno spazio interamente vostro “Ora tocca a te”, ove potrete inviarmi consigli, suggerimenti, proposte , critiche più o meno feroci e dilettarvi con le vostre idee, inclinazioni, passioni, storie particolare , foto di un paesaggio stupefacente, di qualcuno o qualcosa assai buffo, il titolo o la recensione di un libro, film , poesia, che vi ha particolarmente colpito e perché no… anche una ricetta squisita perché i migliori incontri si fanno a tavola.

Un commento su “Perché il blog?”

  1. Questione Cimitero di Marcianise.

    Aprire il cimitero ora ne parlo da cittadino, da specializzando per l’insegnamento della religione cattolica e mi trovo nell’ambito di questa disciplina.
    Leggo dai social che si sta alzando un ulteriore polverone per aprire o meno il cimitero.
    È stato triste non dare gli ultimi saluti ai nostri cari defunti,ne parlo personalmente,ma qui sta in gioco la salute dei cittadini.
    Ognuno di noi per chi crede ci sono tanti modi per pregare i propri defunti ed in più lì ci sono le spoglie mortali dei nostri cari che ora vivono in Dio.
    Ci sarà il momento opportuno di portare un fiore ad un nostro caro quindi ora bisogna collaborare con l’autorità competente e non di essere ostacolo.
    Se usare il tema dell’apertura del cimitero è vista come propaganda elettorale è solo orribile nei confronti dei vivi e dei morti. I morti facciomoli riposare!
    Dobbiamo costruire una società dell’Amore tra i cittadini e il prefetto soprattutto in questo periodo storico che stiamo vivendo. Il Papa in questi giorni ha sottolineato che dobbiamo seguire le direttive che vengono poste per prevenire la diffusione del contagio.
    I nostri defunti,per chi crede,ci assistano dal cielo.

    Ora dobbiamo pensare solo a far riprendere l’economia del nostro paese perché ci sono tanti titolari che hanno le loro attività chiuse e non riescono più a sopravvivere!

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