Stamani mentre pensavo ai miei amici e conoscenti di nome Antonio, improvvisamente mi è venuto il pallino di sapere perché si dice le “catene di sant’Antonio”, qual è il legame tra il santo di Padova e il sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari. Ho chiesto ad un paio di amici, ma nessuno ha saputo darmi una risposta. Allora ho fatto una serie di ricerche e ho scoperto che: le catene di sant’Antonio traggono il proprio nome (nella lingua italiana) dal fenomeno che consisteva nell’inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi (Sant’Antonio è considerato uno dei santi oggetto di maggiore devozione popolare).

Negli anni cinquanta del XX secolo erano infatti diffuse lettere che iniziavano con “Recita tre Ave Maria a Sant’Antonio” e proseguivano descrivendo le fortune capitate a chi l’aveva ricopiata e distribuita a parenti e amici e le disgrazie che avevano colpito chi invece ne aveva interrotto la diffusione. Ancor più antica è la versione che circolava durante la prima guerra mondiale sotto forma di preghiera per la pace, che fu interpretata da ministri e funzionari di pubblica sicurezza come propaganda nemica da sopprimere.