Domani doppio impegno per il sindaco Velardi: di mattina ricorda a Marcianise il giudice Antonio Marchesiello e di pomeriggio a Cassino il carabiniere Marino Fardelli ucciso nella strage di Ciaculli

Antonio Marchesiello, originario di Marcianise, alla Procura della Repubblica di Salerno come nell’alto scanno della Procura Generale della Suprema Corte di Cassazione, ha sempre brillato per l’acume giuridico e l’acutezza delle analisi. Fu autore di molte pubblicazioni, anticipando ricerche e tematiche in materia di ordinamento penitenziario, di difesa della natura e di prove scientifiche.” La mia ideale veste da magistrato-scriveva Marchesiello- non poteva che usare quel tessuto così incontaminabile e umile,  che conoscevo molto bene e che veniva coltivato dai laboriosi contadini della mia terra, la natia Marcianise.  Sognavo una toga diversa, senza inutili cordoni e fregi dorati, una toga di canapa, una giustizia per tutti: a partire dagli ultimi.”

 

La strage di Ciaculli fu un attentato effettuato da Cosa Nostra in Italia nel 1963 in cui persero la vita 4 uomini dell’Arma dei Carabinieri, 2 dell’Esercito Italiano, e un sottufficiale del Corpo delle Guardie di P.S. (attuale Polizia di Stato). Avvenne nella borgata agricola di Ciaculli a Palermo il 30 giugno 1963: un’Alfa Romeo Giulietta imbottita di esplosivi. Le vittime furono il tenente dei carabinieri Mario Malausa, il maresciallo di P.S. Silvio Corrao, il maresciallo dei CC Calogero Vaccaro, gli appuntati Eugenio Altomare e Marino Fardelli, il maresciallo dell’esercito Pasquale Nuccio, il soldato Giorgio Ciacci. L’episodio fu uno dei più sanguinosi durante gli anni sessanta che concluse la prima guerra di mafia della Sicilia del dopoguerra, che vide le uccisioni di numerosi mafiosi.