1Tra i tanti corsi d’acqua, i sentieri di montagna , i viottoli strettissimi di case in pietra viva ove la fanno da padrone i gerani, l’incantevole lago, l’aria pura e fresca tutto s’è fermato: non solo il ritmo frenetico per gli impegni quotidiani, ma anche l’orologio che l’altro ieri appena sveglio segnava le 15:29. Descrivere esattamente cosa si prova tra la maestosa natura e l’orgogliosa bellezza antica dei centri abitati di Gallo Matese, Fontegreca, Letino e Prata Sannitica, è compito a dir poco arduo. Bisogna passarci intere giornate non per capire, visto che non è assolutamente questione d’intelletto, ma per gustarne pienamente il sapore. Di sicuro, tutti i pensieri che affollano la vostra mente scompariranno, ogni fastidio fisico si attenuerà, il valore del tempo sarà pressoché nullo e 2particolarmente il futuro farà meno paura. Se poi, a cotanta e rasserenante natura, aggiungetei numerosi eventi culturali che spaziano dal recupero delle tradizioni all’omaggio per i grandi protagonisti della nostra cultura, capirete che costa davvero tanto andar via da questi posti. E’ una sensazione che porterò sempre con me. In segno di ringraziamento verso queste terre che mi hanno donato un profondo, insolito, saporito senso di leggerezza, vi riporto le squisite parole che il prof Nicola Letizia, ha speso per Gallo Matese (ove ho soggiornato) nel suo libricino “ Gallo Matese, Notizie storiche, geografiche, etnografiche in prosa e in versi”.
“Alle ipotesi storiche legano due ipotesi etnografiche – scrive Letizia-una sostiene che la zona sia stata abitata dai 3Sanniti Pentri, che avevano occupato le valli e le conche del Matese all’interno del quadrilatero Isernia, Boiano, Alife, Telese; l’altra sulla base degli studi somatici , afferma l’origine bulgara. L’una ipotesi non contrasta con l’altra- continua lo studioso- ma è da credere che le due etnie si siano pacificamente fuse. Perché la durezza della vita e la consuetudine al lavoro-la natura del luogo non consente altre attività lavorative oltre all’agricoltura e la pastorizia- favoriscono la pacifica convivenza e la solidarietà tra le persone anche etnicamente diverse”.
Gallo Matese ha raggiunto anche la soglia dei 4000 abitanti, oggi invece, a causa di una massiccia emigrazione per cercare fortuna in Belgio, Lussemburgo, Canada, Argentina, Stati Uniti, se ne contano poche centinaia.
Per invertire il trend negativo, l’attivissima e proficua Pro-loco in collaborazione con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Antonio Palumbo, ha organizzato un cospicuo e interessante programma di iniziative culturali “Ritorno a Gallo”.
4Gli operatori socio-culturali e gli amministratori locali son ben consapevoli che la sopravvivenza e la vitalità di centri rurali come Gallo passa inevitabilmente per le occasioni di sviluppo socio-economico offerte dal turismo.
Pertanto, accanto alle iniziative culturali, è stato intensificato l’impegno per le escursioni interne ed esterne al paese.
Più che un incoraggiamento, ne è certo della ripresa di Gallo grazie alla ricchezza della sua natura e cultura popolare, il prof Letizia nella sua poesia intitolata “Prospettiva”:
Gualdo frondose rustico casale…!
Antiche storie ardimentose dietro
Lepri paventi e tassi cinghialoni,
Licenziose beccacce e piche e gazze
Ostentano le fonti eterne e l’eco
Mattini ariosi in lucide pupille
Ancora ammantano monti e convalli…
Tornano al lago e gridano le fòlaghe
Eterna ambascia, ma gonfia alla bianca
Sospesa al raggio nuovo rassicura
E’ luce dell’oriente l’avvenire!

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