“La Marcianise che vorrei”: Alessandro Tartaglione propone di coltivare un senso di comunità, parlare il linguaggio della verità, dare spazio a idee nuove, rimettere la città in movimento.

 

 

 

 

 

 

 

Lei è all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare”. Eduardo Hughes Galeano

La prossima tornata elettorale rappresenta un momento di straordinaria opportunità per rimettere in cammino la nostra città. Ereditiamo una comunità sfilacciata, confusa, sfiduciata, in frantumi, che sarà complicato rimettere insieme. Il dibattito pubblico degli ultimi anni si è caratterizzato su temi che poco hanno inciso sulla vita reale dei cittadini e per una esperienza amministrativa fortemente divisiva che è assolutamente distante dalle corde della sensibilità marcianisana. Parlando con le persone si nota un grande senso di diffidenza nella politica e nelle istituzioni che è di certo caratteristico del periodo storico che stiamo attraversando, ma che è dovuto anche al fatto che le ultime quattro amministrazioni comunali sono terminate prima del tempo. Questo ci fa capire che la ricerca di omogeneità negli intenti degli attori politici deve stare alla base di qualsiasi progetto riguardante il futuro della città. Bisogna partire dalla convinzione che è necessario costruire una squadra di donne e uomini che abbiano valori di riferimento più o meno comuni, così come non si può più prescindere dal fatto che questa città si mette in sicurezza e si recupera soltanto coltivando un senso vero di comunità, ricostruendo un tessuto sociale e politico autenticamente democratico oltre che creando momenti di partecipazione “vera” in cui possano esprimersi l’associazionismo e la cittadinanza attiva. Chi vuole la città divisa sta pensando a se stesso, alle proprie fortune elettorali, ai propri interessi e non ai bisogni dei cittadini.
Bisogna creare qualcosa “per” la città ed i cittadini e non “contro” qualcuno, per scrivere, finalmente, una pagina nuova e definitiva per Marcianise. Dopo l’illusione di una politica al servizio del bisogno particolare, la cultura che dobbiamo incentivare deve essere quella della soddisfazione dei bisogni collettivi, che riguardano tutti e quindi ognuno di noi. La parola d’ordine da sostenere è “normalità”, che per la nostra realtà assume un senso assolutamente rivoluzionario. Affinché Marcianise si sviluppi, nella legalità, come una città moderna e proiettata verso un futuro sostenibile e solidale, dovremmo attuare azioni consequenziali che siano semplici ed efficaci.

Di seguito elenco alcuni spunti di riflessione, a cui seguiranno altri nelle prossime settimane, che offro al dibattito pubblico e sui quali ritengo ci si debba cominciare a confrontare.

Parlare il linguaggio della verità
Dobbiamo essere franchi con i cittadini ai quali ci si dovrà rivolgere attraverso il linguaggio della verità per superare la barriera della sfiducia. Bisognerà spiegare che ci sono obiettivi alla nostra portata, che possono essere agevolmente perseguiti ed altri che più complicati da raggiungere ma che saranno comunque affrontati. Dobbiamo spiegare, ad esempio, che nel breve periodo potremmo fare cose ragionevoli e si dovrà recuperare il tempo perso; nel medio periodo avremmo la possibilità di fare cose buone e nel lungo periodo possiamo ragionare su cose straordinarie. Di certo dobbiamo avere l’ambizione di affrontare sia i grandi problemi, come ad esempio la questione ambientale, quella dello sviluppo economico e del lavoro, sia i problemi legati alla quotidianità, al miglioramento dei servizi comunali e della qualità della vita dei marcianisani.

Idee nuove, attori nuovi. Competenze al potere
Dovremmo lavorare per recuperare un senso di comunità perché Marcianise si rilancia unendo le persone dotate di altruismo e buona volontà. Ci sono cittadini che hanno maturato significative esperienze nella loro professione, nell’associazionismo, nell’imprenditoria, nelle arti, nello sport e via dicendo, ai quali la politica si è rivolta con fini che non erano quelli della partecipazione al processo decisionale riguardante il destino della città. Si è cercato di circuirli e di sfruttarne l’immagine a fini propagandistici generando un grande senso di sfiducia. Bisognerà eliminare, disintegrare, le barriere che impediscono a questi ultimi di partecipare alle decisioni che riguardano la nostra comunità, anzi bisognerà convincerli e coinvolgerli a dare un contributo alla loro città patria. Su questo tema e su questa sfida ci giochiamo veramente la credibilità della politica. La vera partita da giocare sarà quella della inclusione: tutti coloro che hanno idee e progetti da proporre e dotati delle giuste professionalità, noi dovremmo attrezzarci per essere in grado di accoglierli e trasformare queste loro intuizioni in materia amministrativa ed istituzionale. Ci sono risorse umane, nella nostra città, disponibili a mettere in comunione le loro esperienze e competenze a cui la politica ha sempre chiuso le porte di accesso alla gestione della cosa pubblica. Per far uscire la città fuori dallo stallo in cui si trova bisognerà nutrirsi di linfa vitale nuova. E’ necessario mettere a frutto queste intelligenze e queste creatività. Ci sono generazioni nuove che dovremmo mettere a confronto con esperienze positive già consolidate al fine di generare proposte che siano consone ai nostri tempi.

Rimettere la città in movimento
Non possiamo più permetterci di perdere o sprecare finanziamenti europei, regionali e nazionali. Bisognerà creare una vera e propria cabina di regia dedicata all’intercettazione di queste agevolazioni, far muovere l’economia della città, coinvolgere i nostri professionisti ed i nostri imprenditori a tutti i livelli. In questo modo potremmo avere le risorse giuste per procedere alla riqualificazione della città, ammodernarla rispetto alle richieste dei nuovi cittadini, bonificare i siti inquinati, piantare alberi e salvaguardarli, creare spazi naturali e sociali, efficientare l’approvvigionamento energetico, creare percorsi privilegiati per le bici e incoraggiare la mobilità sostenibile, eliminare le barriere architettoniche, migliorare i servizi dedicati ai disabili e alle loro famiglie, riqualificare l’impianto fognario, manutenere le strade cittadine, rendere più attraente il nostro centro storico, sostenere il commercio cittadino, raddoppiare gli spazi dedicati allo studio e all’approfondimento culturale, alla musica e al teatro, aumentare i posti nell’asilo nido, indirizzare la imprenditoria giovanile verso il mercato globale, riorganizzare e sostenere l’agricoltura cittadina, ristrutturare e ammodernare la nostra area industriale, migliorare le strutture sportive esistenti, far funzionare gli impianti fermi e costruirne di nuovi.

 

Inviatemi i vostri propositi alla sezione La tua voce per Marcianise del mio blog  www.micheleraucci.it
P. S: Patti chiari amicizia lunga: no tassativo ad offese, polemiche, autocelebrazioni e proclami dal sapore squisitamente elettorale, saranno automaticamente cestinati.