Rosato :”L’ultimo post del nostro sindaco mi ha lasciato perplesso. L’offensiva contro ‘certi parroci’, che vanno distinti da altri, che sono ‘zelanti servitori del Signore’, mi sembra un poco pesante ed insidiosa, perché rischia di provocare divisioni tra sacerdoti, che operano sul nostro territorio, e forse anche nel contesto dei fedeli. Voglio sperare che tutti siano alquanto illuminati. Rimane il fatto che tutti gli sforzi dell’amministrazione e dei cittadini, che mirano a rinnovare il tessuto di relazioni dell’intera comunità, nella prospettiva di costruire una democrazia, basata sulla partecipazione e finalizzata al bene comune, subiscono un forte colpo. Anche esprimere il dubbio, se il vescovo sia o meno in grado di interventi autorevoli, non mi è sembrato opportuno. Il tema degli eventuali contributi, elargiti dal Comune, non può essere discusso sulla base della ‘dignità’ dei parroci richiedenti.
Papa Francesco direbbe:” Chi sono io per giudicare?”. Credo che i contributi si concedano, quando è possibile, a fronte di richieste serie e significative di reali necessità. Diversamente le richieste non si accolgono. Mi chiedo se un
sindaco possa esprimere giudizi e discriminare tra sacerdoti, tra parroci degni ed indegni, esaltando i primi ed esponendo i secondi a critiche. Sono uomini, persone innanzi tutto. Al suo posto non l’avrei fatto. Non credo di averne il diritto, pur consapevole delle miserie, che coinvolgono un poco tutti, laici e preti. Le strade per affrontare situazioni critiche, che incidono sulla comunità, anche quella religiosa, sono altre. Credo che il percorso, che la nostra città ha intrapreso, debba continuare mantenendo il massimo della coesione possibile. Ci sono problemi e progetti di grande importanza, che impongono un notevole impegno, ed è indispensabile estendere sempre di più i margini della condivisione”.

Michele :”Caro Mimmo, il grido di dolore e di rabbia del sindaco mi ha profondamente turbato, perché, a mia memoria e in base ad una serie di ricerche che ho effettuato in rete, solo a Marcianise stamm accusì inguiati. Per dirla tutta, anche in altri comuni ci sono state diatribe tra sindaci e parroci sui contributi alle chiese, ma l’autorità politica non ha mai ravvisato la necessità di far implicitamente riferimento ad una lista di preti buoni e ad una di cattivi, di invitare il vescovo a tenere a bada i suoi prelati e, soprattutto, di indicare un modello di chiesa da seguire. Due sono le cose: o Velardi esagera oppure ha in mente qualcosa che sfugge ai più. Immagino, perché solo questo può fare il mio finito intelletto, una sorta di ricostruzione della città dalle fondamenta sul piano politico-amministrativo ed un forte stimolo alla catarsi e alla redenzione per i cattivi ministri di Dio. Ed io, che sono notoriamente ipercritico verso il sindaco , ma sempre alla luce del sole, perché provo ribrezzo verso chi parla alle spalle, una volta tanto voglio smentirmi e dargli fiducia.
Lasciamolo fare, può darsi che a Marcianise effettivamente un giorno potremo vantare una classe politica, una clericale ed una di funzionari che sfiorano o addirittura impersonificano la perfezione. Diceva spesso mia nonna  ‘E chiacchier fann ‘e chierchie, e maccaruni legnan ‘a panz! (Le chiacchiere fanno venire un buco nello stomaco, i maccheroni riempiono la pancia!), ragion per cui abbandono il campo delle ipotesi e preciso cosa avrei fatto io, che non ho un simile coraggio e la giusta determinazione per inseguire questa sana ambizione,  nella situazione specifica: mi sarei limitato a mettere alla porta quei preti che chiedono soldi senza averne titolo.

Il post del sindaco:

“Chiedo per favore ai parroci di Marcianise, a certi parroci, di non rivolgersi al Comune solo quando hanno bisogno di soldi. Noi non siamo una cassa continua e, soprattutto, non vogliamo dare soldi a quei sacerdoti che maneggiano troppa ricchezza e nei soldi ci sguazzano.

Chiedo al loro vescovo di tenerli a bada, di spiegare loro che devono essere dapprima sacerdoti degni e poi manager delle loro chiese. Spieghi loro che bisogna occuparsi innanzitutto delle anime. Ciò, ovviamente, partendo dal presupposto che il loro vescovo abbia la forza di tenerli a bada.

Chiedo a questi parroci di non avanzare più richieste strane perché neanche saranno prese in considerazione. E ringrazio tutti gli altri sacerdoti di Marcianise che invece hanno ben altre condotte, dimostrando di essere zelanti servitori del Signore. A costoro va il mio grazie per quanto fanno nelle loro comunità: la loro opera è preziosa perché ha importanti ricadute sul piano sociale a Marcianise. Loro rappresentano la Chiesa che piace a me, una Chiesa viva e sempre in ascolto degli ultimi. È la Chiesa di Bergoglio, il Papa venuto da lontano.

Spero che lo Spirito Santo – di cui tanto si è parlato in queste settimane di inizio maggio – sappia illuminare quei sacerdoti che a Marcianise hanno ormai perso la direzione indicata dal Papa: ritrovino il senso autentico dell’essere Chiesa. Si circondino di persone degne; mettano da parte i palafrenieri e sappiano essere autentici servitori degli altri.
#unaltrachiesa”

Vi ringraziamo fin d’ora per l’attenzione e invitiamo tutti a sedersi accanto a noi per  esprimere il proprio pensiero con toni pacati e rispettosi. Chiunque fosse interessato a intervenire, dare semplicemente un parere o un suggerimento può farlo attraverso la sezione “Ora tocca a Te !” del mio blog www.micheleraucci.it