unoIn questa giornata ( feriae Augusti=riposo di Augusto) l’imperatore, venerato come un dio dal suo popolo, accerchiato da belle signorine e a cui veniva riservato ogni agio, privilegio, onore prendeva parte ai diversi festeggiamenti e corse di cavalli, che celebravano la fine dei lavori agricoli. La sua generosità d’animo era così grande che il meritato riposo veniva concesso non solo ai contadini, ma anche agli animali da tiro, buoi, asini e muli, che venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Io che non sono l’imperatore Augusto e non oso minimamente accostarmi al suo potere e alla sua grandezza d’animo, non avendo alcuna possibilità di essere osannato e glorificato in pubblico a ferragosto, festeggerò questa giornata in un camping, a poche centinaia di metri dal punto d’ incontro tra il fiume Garigliano e il mare ( qui di seguito la foto) in compagnia di cari amici. Tra un selfie e l’altro ( qui di seguito le foto) in questo luogo meraviglioso, mi sovviene il desiderio di porgere i miei affettuosi auguri a tutti voi: a chi è in vacanza, a coloro che son rimasti a casa per problemi economici o di salute, a colui/colei che tocca lavorare per turnazione e a chi non ha mai avuto ferie in vita sua. A voi dunque, che date un valore prettamente laico a questa duegiornata (la festa anticamente cadeva il 1º agosto, lo spostamento si deve alla Chiesa Cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con il giorno liturgico dell’Assunzione di Maria), auguro di vivere questa festività come più vi aggrada: una passeggiata a mare, una visita ai musei , un ‘abbuffata tra amici, qualche ora di sonno in più, una piacevole chiacchierata con chi amate, un sorriso in più e una speranza più viva. Concludo con un pensiero particolare alle migliaia di insegnanti, alle quali quest’anno è stata regalata l’illusione di lavorare in un luogo più o meno vicino casa, e che invece tra poche settimane dovranno lasciare casa, marito, figli e altri affetti più cari per prendere servizio al nord. So che molte di voi, dopo aver superato diversi concorsi, trascorso intere giornate nella stazione di una città fuori regione per aspettare la fatidica “chiamata diretta”, certamente non immaginavate un epilogo così duro e triste della vostra vita professionale e familiare. Ma che volete farci ? Come si dice dalle nostre parti “O sazio nun crere ‘o riuno”, ossia il sazio non crede a chi ha fame. Almeno in questa giornata di festa cercate di non pensarci, per il resto valutate attentamente e in bocca al lupo!