Io impazzisco per il migliaccio e voi?  

 

A Carnevale ogni “torta” vale, ma una delle leccornie carnevalesche a cui non so resistere è il migliaccio.  Ieri ho assaggiato anche le castagnole glassate al cioccolato con rhum e le chiacchiere, però il migliaccio è “ n’ata cosa ”,  ha un gusto divino. Adoro quello col solo semolino, fatto cuocere in un composto di latte e burro e zucchero, tralasciando l’aggiunta di altri ingredienti quali uova, ricotta, uvetta, canditi ,arance,  limone, cannella e chi più ne ha più ne metta. Le cose semplici son sempre le migliori! Il migliaccio, dolce della nostra tradizione culinaria, è chiamato così perché inizialmente veniva fatto con la farina di miglio, a testimonianza delle sue umili origini, oggi è in larga parte preparato col semolino  e ne esistono tantissime versioni. Altro dolce irrinunciabile del Carnevale sono le chiacchiere, il cui nome deriva dalla regina Savoia che volle chiacchierare ma ad un certo punto, le venne fame e chiamò il cuoco Raffaele Esposito per farsi fare un dolce che lui chiamò le chiacchiere. Hanno la forma di una striscia, talvolta manipolata a formare un nodo (in alcune zone prendono infatti il nome di fiocchetti).
La base è un impasto di farina, fritto o cotto al forno, su cui si spolvera zucchero a velo.
Possono anche essere coperte da miele, cioccolato e/o zucchero a velo, innaffiate con alchermes o servite con il cioccolato fondente o con mascarpone montato e zuccherato.
La tradizione delle chiacchiere o frappe probabilmente risale a quella delle frictilia, dei dolci fritti nel grasso che nell’antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo dell’odierno. Dulcis in fundo: se vi assale all’improvviso la voglia di dolce e cercate delle leccornie veloci e golose , che non richiedono tempi di lievitazione , ma vanno semplicemente impastate e pronte per essere fritte, allora regalatevi le castagnole. Chiamate così perché somigliano a delle castagne , sono soffici palline ricoperte di zucchero a velo che si preparano nel periodo di Carnevale, che potete gustare semplicemente o riempirle con crema pasticcera o cioccolata.
Impastati gli ingredienti principali uova, zucchero, farina e burro si formano delle palline che vengono poi fritte in olio bollente. Le castagnole sono senz’altro uno dei simboli del Carnevale, come attesta anche un proverbio diffuso nei vari dialetti marchigiani; si riporta qui di seguito, espresso in anconitano:
(dialetto anconitano)
« Fenito Carnevà, fenito amore
fenito a fà la pachia da signore
fenito de stacià farina in fiore
fenito de magnà le castagnole » (IT)
« Finito Carnevale, finito amore
finito il far la pacchia da signore
finito il setacciar farina in fiore
finito il mangiare castagnole