L’intervento di Velardi su “ Opportunisti , repressi e difensori a senso alterno dietro la questione dell’impianto per i rifiuti pericolosi e non” e un mio modesto rilievo

Caro Michele, chiedo ancora cortesemente ospitalità al tuo blog per fare qualche considerazione a proposito del possibile insediamento sul territorio di Marcianise di un nuovo impianto per i rifiuti pericolosi e non pericolosi. La questione è stata sollevata ufficialmente dai gruppi di opposizione con un documento pubblico che invocava un mio intervento immediato per scongiurare tale ipotesi. Ho già risposto sul mio Diario, spiegando che metteremo in essere ogni azione per raggiungere l’obiettivo, senza alcun indugio e senza fare sconti a nessuno. Mi preme piuttosto qui affrontare un altro aspetto della questione che è indicativa del modo d’essere e di pensare di una fetta (prima consistente, ora marginale) di marcianisani. Il problema, dicevo, è stato sollevato dalle opposizioni. Le ringrazio, hanno svolto il loro ruolo. Ma di questa vicenda ci stavamo già occupando, e con una certa attenzione. Appena le opposizioni hanno diffuso il loro documento (con toni sbagliati: il lupo perde il pelo, non il vizio), sono arrivati in soccorso quelli che mirano ad essere i paladini dell’ambiente e i difensori del territorio. A chiacchiere. Accanto alle opposizioni si sono schierati, da una parte, i signori del movimentismo e dall’altra gli opportunisti cui ho tagliato qualche rifornimento, entrambi sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Attenzione, non ho nulla contro costoro, non me ne frega davvero niente del loro falso perbenismo; mi interessa qui sottolineare che queste categorie hanno fatto finora gli interessi propri e hanno solo creato danni a Marcianise. Evito di fare nomi non per mia viltà, ma perché in una città come Marcianise dove già tutti sanno tutto di tutti l’importante non è fare i nomi per poi innescare i pettegolezzi, ma raccontare le dinamiche per aiutare a capire il passato, il presente e il futuro. Il nostro.

 

Appena le opposizioni hanno sollevato la questione, è andato subito in soccorso chi vive il dramma delle aspirazioni politiche personali represse. A chi mi riferisco? A chi si nasconde dietro le idee per coltivare solo le proprie, a chi cerca il potere facendo finta di veicolare i progetti, a chi guarda agli interessi propri e mai a quelli della città. Gente terra terra, gentarella, che vaga da un gruppo all’altro, aggrappandosi alla prima liana libera, capovolgendo con furbizia i fatti veri (un po’ come fanno quei siti di ricattatori, gestiti da giornalisti amici della camorra, che vanno avanti solo a gettoni: se non ti stai, ti massacro, in un modo o nell’altro te la faccio pagare). In soccorso delle opposizioni sono andati anche quelli che di professione non hanno una professione ma hanno un compito di cui si sono autoinvestiti: i difensori delle regole. Salvo essere loro per primi quelli che violano le regole. Perché le regole vanno bene se si applicano agli altri, vanno male se si applicano a se stessi. Insomma, è gente che si alza la mattina e spara sentenze e fesserie a volontà. Dimenticavo: i repressi e i difensori a senso alterno sono stati insieme, in stretto collegamento, quando si trattava di difendere qualcuno che era loro affiliato, o per motivi familiari o per motivi politici. Cioè, gira e rigira, la questione è sempre la stessa: questi qui intervengono e prendono posizione solo se c’è un interesse proprio, non riescono ad andare oltre il proprio naso, così come fanno le opposizioni. Sanno sollevare le questioni solo se cozzano con un loro interesse, altrimenti nisba.

 

Perché, caro Michele, ho fatto tutto questo ragionamento? Perché ho messo insieme le pere con le mele, i fichi con le noci? E’ un accostamento improprio solo apparentemente: l’accostamento è pertinente, è indicativo – come ho spiegato all’inizio – del modo di pensare di una fetta di marcianisani. Che sono quelli che finora hanno ucciso la città, costringendola negli anni a fare grandi passi indietro e piccolissimi passi in avanti. Tutti insieme hanno affossato Marcianise. Insieme, mano nella mano, si sono messi a fare il girotondo quelli che facevano gli affari (le opposizioni), quelli che cercavano solo il tornaconto personale, quelli che volevano l’osservanza delle regole ma solo per gli altri. Tre categorie, tre tipi, tre mondi. Contro questi mondi mi sono schierato, caro Michele, e ancora tuttora sono schierato; è una battaglia dura, un corpo a corpo snervante, uno scontro epocale. Con me c’è la parte migliore della città, quella che vuole la modernità. Contro c’è chi rincorre solo le convenienze, ci sono i figli del nuovo familismo amorale. La faccenda dell’impianto per i rifiuti pericolosi non c’entra un bel niente, è solo l’occasione per questi signori di fare polemica, di strumentalizzare. A loro di Marcianise interessa proprio niente.

 

Grazie ancora per l’ospitalità. Spero solo di non aver attirato, con questo mio scritto, strali anche contro di te; ma ho abbastanza chiara l’idea che di quegli strali tu te ne freghi, perché sei un uomo libero.

 

Antonello Velardi

 

 

Caro sindaco, l’altro giorno ho pubblicato il documento delle opposizioni, oggi ospito la sua chiave di lettura sul sollevamento della  questione della realizzazione di un impianto di rifiuti pericolosi e non sul territorio di Marcianise  e vista l’ora tarda, già a partire da domani sono  aperto e disponibile al contributo di tutti politici, associazioni, cittadini, istituzioni. Non entro pienamente nel merito delle sue valutazioni perché  fa riferimento a situazioni, storie, persone ben nitide nella sua mente meno nella mia e prendo atto anche delle ragioni per cui non intende fare nomi e cognomi. Un appunto, però, me lo consenta: avrei preferito che non si fosse limitato a evidenziare che la stragrande maggioranza dei marcianisani è ormai lontano da un certo modo di cavalcare e strumentalizzare problematiche particolarmente rilevanti per la comunità, ma avesse dato anche il giusto risalto a quanti in questa  città sono stati sempre in prima linea nella difesa dell’ambiente. Sa sindaco,  è mia modesta convinzione che Marcianise necessiti di vedere, metabolizzare, andare oltre  i contorni bui del suo passato, ma anche di rallegrarsi, fare del tutto proprie, sentirsi fiera di rosacee energie e risorse,  che in modo imperterrito ed instancabilmente profondono fatiche e sacrifici per la sua straordinaria e contraddittoria città. Sulla questione del possibile insediamento sul territorio di Marcianise di un nuovo impianto per i rifiuti pericolosi e non pericolosi, infine, credo alla sua azione per evitare ogni rischio per salute dei cittadini, ma la invito a cercare il più ampio consenso nella città per portare avanti una battaglia che è di tutti, nessuno escluso. Buon lavoro e alla prossima!

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