A causa di un linfoma è deceduto a 37 anni Andrea Mongiardo, che nel 1994 aveva ricevuto il cuore del bimbo americano, ucciso sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Nicholas Green si trovava in vacanza nel nostro paese con i genitori Reginald, Margaret e la sorella Eleonor  quando la vettura su cui viaggiavano, una Autobianchi Y10, venne scambiata da un commando per quella di un gioielliere e assaltata. Ferito gravemente il piccolo morì il 1 ottobre del 1994. La decisione della famiglia di donare gli organi fece in modo che sette persone cambiassero vita o continuassero a  vivere. In brevissimo tempo la storia di Nicholas fece il giro del mondo, gli italiani lo battezzarono “effetto Nicholas” perché, nei giorni immediatamente successivi, gli iscritti alle associazioni donatori di organi quadruplicarono.

Il padre Reginald portò la sua testimonianza l’11 e il 12 Novembre del 2010 a Marcianise con una visita al  Largo Nicholas Green ed al Monumento ai Donatori d’organi in piazza Caduti di Nassirya. Ad accoglierlo furono l’allora  sindaco Antonio Tartaglione con diversi consiglieri comunali, assessori, lo scomparso presidente dell’Aido, Salvatore Delle Curti, promotore dell’incontro,  i vertici dell’asl, di carabinieri, polizia , polizia municipale, amministratori dei Comuni limitrofi, alcuni sacerdoti del territorio e tanti allievi delle scuole marcianisane, muniti di festosi palloncini rossi e cappellini.  In quell’occasione, il padre di Nicholas ripercorse con la memoria il tragico momento della  scomparsa del figlio e la coraggiosa scelta di donarne gli organi, permettendo a due malati di non perdere la vista e ad altri cinque di continuare a vivere. Il Green si soffermò poi,  sull’importanza delle campagne di sensibilizzazione verso la cultura della donazione..