Per la festa del papà abbuffatevi di zeppole di San Giuseppe!!!

zeppole-san-giuseppe-spezia-1Preferisco di gran lunga il salato ( rusticini, tortano, panino napoletano) ed ho la sola e piacevole attrazione morbosa per i dolci alla crema pasticcera. Pensate che ovunque mi trovi in un bar, ristorante o pasticceria, appena intravedo dalla vetrinetta un bignè, una pasta oppure una torta alla crema pasticcera, l’istinto divoratore prende il sopravvento e devo immediatamente soddisfarlo. Non vi meraviglierete, dunque, che il mio dolce preferito è la zeppola di San Giuseppe strapiena dentro e fuori di crema pasticcera. Con il nome di zeppola (chiamata ‘a zeppola o zéppele) si indica un dolce tipico della tradizione pasticcera italiana che è preparato con modalità leggermente diverse nelle varie regioni. Dalle nostre parti, ad esempio, è un dolce tipico caratteristico della festa di San Giuseppe ed è perciò detta zeppola di San Giuseppe, in altre zone è invece un dolce carnevalesco. Sulle sue origini si narrano storie assi suggestive tra storia e tradizione. Si dice secondo la tradizione, infatti, che dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera e, per questo motivo, i romani gli diedero il simpatico appellativo di “frittellaro”. Altri optano , invece, per l’origine storica: nell’antica Roma il 17 marzo si celebravano le Liberalia”, feste in onore delle divinità del vino e del grano. Per omaggiare Bacco e Sileno, precettore e compagno di gozzoviglie del dio, il vino scorreva a fiumi: per ingraziarsi le divinità del grano si friggevano frittelle di frumento. Nella sua versione attuale la zeppola di San Giuseppe, molto popolare nella zona vesuviana e un tempo era preparata direttamente nelle strade, non nasce come è facile ipotizzare nel comune di San Giuseppe Vesuviano, ma in alcuni conventi: la sua invenzione è riferita sia alle suore di San Gregorio Armeno sia a quelle della Croce di Lucca, sia a quelle dello Splendore, sempre comunque a Napoli. La prima ricetta scritta risale al 1837, nel trattato di cucina napoletana di Ippolito Cavalcanti . Nel solco della tradizione, infine, il 19 marzo si è sempre festeggiato la fine dell’inverno e durante i cosiddetti “riti di purificazione agraria” vengono accesi in molti paesi del meridione dei grandi falò, e preparate grosse quantità di frittelle. Per concludere, un tempo a San Giuseppe, patrono dei falegnami, si festeggiava la loro festa e venivano messi in vendita tutti i tipi di giocattoli di legno. Tutti i bambini ne riceveva in dono dai genitori qualcuno. Oggi invece, dal 1968, da quando cioè il giorno di San Giuseppe è stato decretato festa del Papà, il 19 marzo sono i figli a fare regali ai padri.
ZEPPOLA NAPOLETANA DI SAN GIUSEPPE
Ingredienti e dosi per 6 persone.

• 300 gr di farina
• 6 uova
• 250 gr di strutto
• 300 ml di acqua
• 3 pizzichi di sale
• 3 cucchiai di zucchero
• abbondante olio per friggere
• 400 gr. di sugna
• amarene sciroppate q.s.
• zucchero a velo q.s.
Per la Crema:
• 1 litro di latte
• 150 gr di zucchero
• 6 tuorli d’uovo
• 100 gr. di farina,
• 2-3 cucchiai di fecola
• 1 buccia di limone non trattato,
• 1 stecca di vaniglia

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