Leggevo ieri che una ditta di smartphone ha lanciato una nuova applicazione che permette velocemente di misurare il proprio umore, quantificare lo stato di ansia e valutare il livello di stress. Rispondendo a tre singoli test verrà fornito un profilo specifico mentre, ultimandoli tutti, ci sarà restituito un profilo personalizzato completo, con un’eventuale indicazione. Non so voi, ma la cosa mi lascia perplesso. Sarà per la mia inettitudine tecnologica o per la simpatia verso un modo di scrivere “demodé”, ma io non duerinuncio al mio collaudatissimo ed efficace termometro dell’umore: l’ironia. Ebbene, ogniqualvolta vivo un momento particolare, per capire se sto davvero messo male oppure ho qualche possibilità di recupero, cerco di prestare attenzione ai livelli d’ironia nei miei ragionamenti e discussioni. Se vado incontro a lunghi periodi di astinenza dall’ironia, che reputo sale della vita, gaiezza della riflessione e felicità della saggezza, allora comincio a preoccuparmi. Viceversa, se continuo a farne uso seppure in maniera ridotta, è un momento come un altro e passerà. Da amante dell’ironia ho la passione smodata e quotidiana per citazioni, aforismi, frasi sagaci, argute e mordaci. Oggi ne sfogliavo alcune e due in particolare mi hanno colpito perché dipingevano alla treperfezione la situazione politica nazionale e locale:

“Ho sempre pensato che un politico debba essere giudicato dall’animosità che provoca tra i suoi oppositori.” – Winston Churchill

“Opporsi” è come andare in bicicletta, quando si smette di pedalare, si cade.” – Jacques René Chirac.

Poche ore dopo il netto e indiscutibile esito del voto referendario, persino i sassi sapevano che Renzi si sarebbe dimesso perché aveva messo sul piatto della bilancia la sua persona e l’esperienza governativa in cambio dell’approvazione delle sue modifiche alla Costituzione. Eppure i vittoriosi sostenitori del “no” hanno iniziato il solito putiferio per un Renzi-bis, per elezioni anticipate o addirittura un nuovo premier piovuto dal cielo. Chi li capisce, è davvero bravo. Avete voluto la bicicletta e ora pedalate!

Venendo ai fatti di casa nostra, l’incredulità raggiunge livelli impressionanti, quasi da mettere a repentaglio la mia salutare ironia: c’è un’opposizione consiliare e di qualche fazione cittadina al totale sbando, senza contenuti, idee, quattroprogetti, e con il velleitario proposito di contrastare Velardi con grida nel civico consesso, manifesti rabbiosi, obsoleti o addirittura con la scritta “Ex amministratori”. Il risultato è che, a tenere banco nel dibattito politico sui social, fuori ai bar e alle piazze, non sono più le giostre ma la potatura delle piante. Una precisazione è d’obbligo: ben venga che i cittadini osservino, critichino e propongano riguardo agli interventi amministrativi. Altra cosa è, invece, chi strumentalizza politicamente certe questioni perché è andato nel pallone. Dico agli eletti tra le fila di Abbate e al M5S: non sarebbe più dignitosa e proficua un’opposizione costruttiva nella città, organizzando ad esempio una serie di iniziative su materie di particolare cinqueinteresse per i cittadini? L’interporto e l’affido delle piazzette potrebbero essere dei validi spunti. Voi abbatiani spremete le meningi per iniziative che vadano oltre i manifesti e le retoriche in consiglio comunale, mentre voi pentastellati potreste saltare qualche occasione di allestire gazebo su ogni questione nazionale perché non correte il rischio di perdere il governo del Belpaese. Pensate che nella vicina Capodrise, un giovane consigliere d’opposizione ha pubblicamente invitato il sindaco a partecipare all’avviso pubblico per l’acquisto e l’installazione nelle aree verdi pubbliche di giostrine destinate ai minori con disabilità, ed il sindaco Angelo Crescente qualche ora dopo (forse l’aveva già fatto, ma nulla toglie al singolare fair play) ha annunciato che prendeva parte al bando.

sei“Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”, ripeteva spesso un signore di nome Vittorio Alfieri.