antonello tortaCome è nel suo stile, anche la proclamazione a sindaco della sua città è avvenuta fuori schema. Dopo aver indossato la fascia tricolore, ha percorso in lungo e in largo la città per una serie di incontri dall’alto valore simbolico. Qui di seguito il suo post su facebook che riassume il senso di una giornata assai particolare:” Che straordinaria giornata! E’ sera e faccio un breve bilancio della mia prima giornata da sindaco, mentre mi passano davanti agli occhi decine di immagini che resteranno indelebili nella mia memoria (e nella mia vita). Un bilancio per me fantastico. Vi voglio raccontare che cosa ho fatto oggi, che emozioni ho vissuto. E come ho voluto segnare questo inizio di avventura. Di prima mattina sono andato al cimitero e ho reso omaggio ai caduti in guerra, alle vittime civili dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale, agli uomini illustri ospiti nella cappella municipale. Un fiore e un cero per ricordare i morti perché ricordando i morti si rende omaggio ai vivi. Alle 9 sono stato proclamato sindaco nell’aula consiliare del Comune: lì ho trovato una folla da stadio, ho incrociato amici e parenti che hanno voluto farmi sentire il loro calore. C’era anche Gianpaolo Iaselli, indimenticato sindaco di Caserta, mio riferimento non solo simbolico: l’unico sindaco che approvò il piano regolatore della sua città danneggiando se stesso, ovvero non valorizzando i terreni di proprietà della sua famiglia. Un uomo, un politico d’altri tempi. Grande entusiasmo, foto a ripetizione, la stretta di mano con molti dipendenti comunali: un’altra aria. “Non avevo mai visto – si è lasciato scappare il presidente della commissione elettorale, il giudice Massimo Urbano – scene di questo tipo”. Dal Comune alla piazza, per il taglio di una torta del cake designer Diego Tartaglione, artista del dolce, marcianisano di livello, inserito nel bar pasticceria Letizia. Grande folla, grande entusiasmo. Da lì altre tappe significative in una giornata dove i simboli contavano. Sono stato nella casa famiglia delle suore di San Ludovico da Casoria; sono stato a giocare con due ragazzi ospiti e ho parlato a lungo con suor Lina, suor Filomena e suor Rita: tre angeli. Poi sono stato in ospedale, con il cappellano don Agostino Albano, il commissario Giuseppe Matarazzo e molti dipendenti; ho trovato un clima nuovo, ho invocato un’inversione di tendenza forte per il presidio di Marcianise: nulla sarà come prima! Dall’ospedale a un altro luogo della sofferenza ma anche della solidarietà: ho pranzato alla mensa della Caritas in via Foglia, accanto a don Paolo e a tutti gli ospiti. Ho voluto fare la foto con i volontari che hanno cucinato e hanno servito i pasti, angeli anche loro. Voglio qui trascriverne i nomi con un grande grazie a nome di tutta la città: Filomena, Cosima, Giovanna, Anna, Angela, Pasquale e Giulia. Non mi sono fermato neanche nel pomeriggio. Dopo antonello e quadrouna breve riunione operativa in municipio, di sera sono stato alla mensa dei poveri nel convento francescano a San Pasquale: un altro avamposto della solidarietà. Da lì a Loriano, a casa di Antonio Di Maio, morto il 23 aprile scorso mentre era al lavoro in un cantiere vicino Nola. Ho incontrato la vedova Angela e la figlia Teresa, ho portato loro la solidarietà della città: non è giusta una società dove c’è ancora chi esce di casa al mattino e torna la sera non con i suoi piedi ma dentro una bara. In questo tour nei luoghi della sofferenza ho fatto visita ad un mio amico, Vincenzo Basile, ammalato di sla, un genio, un gigante nella sofferenza. Ho voluto incontrare lui per rendere omaggio a tutti quelli che soffrono e spesso non hanno voce, inascoltati nel deserto di una città che spesso sa essere purtroppo indifferente. Chiudo così questa prima giornata: non ho voluto attenermi ai soliti riti, ho voluto far capire dove guarda la nuova amministrazione comunale e quali sono i valori che Marcianise deve preservare. Saremo con gli ultimi, con chi ha bisogno: lo faremo, senza se e senza ma. Grazie a tutti, statemi vicino: un uomo solo è un uomo senza fortuna. ‪#‎unaltraMarcianise

Caro sindaco, adoro i simboli e spero con tutto il cuore che, a partire da oggi, ve ne siano tanti altri, accompagnati da fatti e azioni concrete di svolta per questa ricca e martoriata terra.