“La Santa Piccola” tratta dal romanzo del marcianisano Vincenzo Restivo vince il premio del pubblico al Festival del Cinema di Porretta Terme

Dopo la presentazione dell’  8 settembre,  alla Biennale di Venezia, sono piovuti una serie di importanti riconoscimenti per  “La Santa Piccola” della regista Silvia Brunelli, tratto da un romanzo dello scrittore marcianisano Vincenzo Restivo. Ultimo in ordine di tempo, il Premio del Pubblico nella

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“Io vivo per te”: prima nazionale al Real Sito di Carditello

CASERTA. Il lato oscuro della violenza. Sarà il Real Sito di Carditello a ospitare, in prima nazionale, la proiezione pubblica di “Io vivo per te”, il pluripremiato short film sul Gaslighting di Rita Raucci, scritto con Claudio Lombardi e Paolo Mazzarella, per la regia di Gaetano Ippolito. L’evento, nato dalla collaborazione tra la Reggia di Carditello, il Collettivo Paula e la Cooperativa Eva, è inserito nel programma “Carditello experience” e si terrà sabato 27 novembre, alle 18:00; data di per sé simbolica, in quanto rientra nella settimana in cui si celebra la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. La proiezione sarà anticipata dai saluti del presidente del Real Sito di Carditello Luigi Nicolais, del direttore di Carditello Roberto Formato, del presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero, del sindaco di Caserta Carlo Marino, della vicesindaca di Capodrise Luisa D’Angelo, della presidente della Consulta regionale per la condizione della Donna Simona Ricciardelli e della Consigliera di parità della Provincia di Caserta Rosaria Calabrese. Ai saluti seguiranno gli interventi di Daniela Santarpia, sociologa e presidente della Cooperativa Eva, e di Rita Raucci, ideatrice e interprete di “Io vivo per te”. L’incontro si concluderà con un dibattito, in cui sarà presente il cast, stimolato dalla giornalista Daniela Volpecina. L’ingresso è gratuito, ma per ragioni di sicurezza la sala potrà ospitare fino a un massimo di 100 persone. Saranno ammessi alla visione solo coloro che si prenoteranno all’indirizzo email: iovivopertecarditello@gmail.com.

 

Un caso nel cinema indipendente

Premiato come “Best women’s short film” in India, finalista in Svezia e con più di dieci nomination in festival italiani e internazionali, “Io vivo per te” è diventato, in poche settimane, un caso nel panorama del cinema indipendente. Protagonisti, Rita Raucci, nei panni della vittima, e Peppe Romano, in quelli del gaslighter. Firma la fotografia Damiano Errico; le riprese e il montaggio sono di Luigi Nappa, le musiche originali di Mauro Falardo. Il cortometraggio è prodotto dal Collettivo Paula di Caserta (fondato da Raucci, Lombardi e Mazzarella) ed è stato realizzato grazie al volontariato professionale di un gruppo che ha vissuto questa esperienza come un atto di civismo e di cittadinanza attiva.

 

Il Gaslighting e il gioco degli inganni

Il Gaslighting è una delle forme più subdole di violenza psicologica ed è una grave violazione dei diritti umani. Si esprime attraverso una manipolazione mentale insidiosa e costante: la vittima è indotta, con false informazioni e inganni, a dubitare di se stessa. Può manifestarsi in una relazione sentimentale, affettiva o professionale; non è una violenza di genere, ma le donne sono le vittime più ricorrenti. Chi la subisce, spesso, non se ne accorge e non denuncia. E, anche quando lo fa, il reato è difficile da provare e l’abusante resta impunito. L’obiettivo, forse ambizioso, di contribuire a creare quella cultura della conoscenza, tale da far uscire dall’inconsapevole prigionia le vittime e qualificare e potenziare la rete di aiuto, ha spinto Rita Raucci, Claudio Lombardi e Paolo Mazzarella a stendere una sceneggiatura che raccontasse con il linguaggio del cinema tutte le fasi dell’abuso mentale generato dal Gaslighting». “Io vivo per te” irrompe nella quotidianità familiare di Marco e Giulia. La vicenda si consuma in un ambiente asettico, quasi metafisico: Giulia è una donna avvenente, solare; Marco, un uomo autorevole che suscita fascinazione, timore. Il loro, tra alti e bassi, sembra un rapporto come tanti; eppure, nei ricordi, nei pensieri e nei silenzi di lei emerge la solitudine di una donna divisa tra il bisogno d’amore e di condivisione affettiva e l’impoverimento del corpo e della mente, indotti dalla rigidità narcisistica e manipolatoria di lui. È Marco a condurre il gioco: un gioco degli inganni che ruota intorno a una lampada, diabolico simulacro del suo dominio. La storia involve in una crisi profonda, in cui Giulia inizia a dubitare della sua memoria e persino della sua capacità di percepire la realtà. L’epilogo, come troppo spesso accade nella realtà del Gaslighting, non mostra né redenzione né spiragli di salvezza: in uno stato di congelamento emotivo, Giulia sarà incapace di riconoscere il suo aguzzino e di liberarsi da quello stillicidio.

 

La parte invisibile dell’abuso mentale
Per il regista Gaetano Ippolito “Io vivo per te” è stata una sfida. Riuscire a trasmettere l’emotività, il senso di inadeguatezza, di smarrimento di chi è soggiogato dalla manipolazione non era, certo, un’impresa facile. Il Gaslighting, come tutte le forme di violenza psicologia, è strisciante e non lascia lividi da esibire. Nella quotidianità di Giulia, per rappresentare la presenza/assenza di Marco, un narcisista patologico, Ippolito ha deciso di non mostrarlo in volto: se ne intravede la sagoma, in una breve sequenza si scorge il suo primissimo piano sfogato, se ne sente la voce, ma il viso resta indistinto fino alla fine. Per accentuare, poi, le ombre ed enfatizzare l’inquietudine di un’atmosfera cupa e a tratti horror, ha scelto di girare in bianco e nero. La luce è un forte elemento narrativo: l’unico oggetto in scena, oltre a uno specchio, è una lampada, rimando simbolico a “Gaslight”, pellicola diretta nel 1944 da George Cukor. Stanze e corridoi vuoti e desaturati si trasformano in una gabbia in cui si assiste, impotenti, al degrado esistenziale della protagonista, in contrappunto alle immagini a colori dei flashback, che si sviluppano, invece, in una location realistica. Nei chiaroscuri, nelle inquadrature fisse, nello studio sul volto di Giulia, il film si ispira a un’altra opera che ha fatto la storia del cinema, “Persona” di Ingmar Bergman, di cui contiene un’esplicita citazione. Tra suggestioni visive e sonore, “Io vivo per te” riesce a illuminare la parte invisibile dell’abuso mentale, in un esperimento a metà strada tra la video arte e il corto teatrale. Le riprese sono state effettuate al Palazzo delle Arti di Capodrise e a Casa Aulivo di Caiazzo.

 

Le anteprime a Tor Vergata e alla Parthenope

Il 19 ottobre, la proiezione di “Io vivo per te” ha chiuso la prima edizione del Corso di formazione “Cittadinanza attiva e paritaria. La decostruzione degli stereotipi sociali per prevenire e contrastare la violenza di genere”, diretto dalla professoressa Francesca Dragotto, docente di Linguistica generale e Sociolinguistica, e organizzato dal Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte dell’Università Tor Vergata di Roma. Il 10 novembre, lo short film è stato, invece, proiettato in un incontro riservato agli studenti del dottorato internazionale in Eurolinguaggi e terminologie specialistiche, promosso e moderato da Anna Papa, professoressa di Diritto pubblico e presidente della Scuola interdipartimentale di Economia e Giurisprudenza. In quasi due ore di confronto, si è parlato del Gaslighting, sotto l’aspetto giuridico, ma anche sociolinguistico, semiotico e culturale. Ne hanno discusso, in videoconferenza, tra gli altri, Lourdes Fernandez del Moral Dominguez, professoressa di Diritto privato e direttrice del Dipartimento di Studi giuridici ed economici; Rita Raucci, ideatrice e (con Peppe Romano) interprete del corto; Claudio Lombardi, cosceneggiatore e direttore creativo del progetto; Paolo Mazzarella, cosceneggiatore e direttore di recitazione; il regista Gaetano Ippolito; Ernesto Cassandra, che per il Collettivo ha curato i rapporti istituzionali; la giornalista Nadia Verdile, Raffaella Antinucci, Claudio Grimaldi, Brownen Hughes, Silvia Domenica Zollo, Maria Giovanna “Magi” Petrillo della Parthenope e Sarah Nora Pinto dell’Università L’Orientale.

 

Patrocini

L’opera, già in fase di lavorazione, ha ricevuto il patrocinio morale della Presidenza del consiglio regionale della Campania, dell’Osservatorio del fenomeno della violenza sulle donne della Regione Campania, della Consulta per la condizione della donna della Regione Campania, della Commissione per l’uguaglianza dei diritti e le pari opportunità fra uomo e donna della Regione Calabria, della Provincia di Caserta e dei Comuni di Caserta e di Capodrise.

 

=== Fine comunicato ===

 

Caserta, 22 novembre 2021

 

Ufficio stampa
collettivopaula@gmail.com

CONTENUTI SPECIALI

Foto di scena

(In allegato)

 

Trailer
https://youtu.be/1Qlnfg22K7k

Interviste

(Rita Raucci) https://youtu.be/0pfgUTHOUaA

(Claudio Lombardi) https://youtu.be/y29BAr8-rWo

(Paolo Mazzarella) https://youtu.be/MmPZBCcLc-w

(Gaetano Ippolito) https://youtu.be/e1-4QlOJYJ0

 

Backstage
https://youtu.be/-_HTVai7vl4

Marcianise: sabato prossimo “Consorzio Creativo” presenta il corso di cinema “Qui ride chi?

L’appuntamento con il  convegno di presentazione del corso di cinema  “Qui ride chi?” – Napoli e il cinema: rivoluzioni, nostalgie, futuri,  è per sabato prossimo 20 novembre, ore 18, presso il Consorzio Creativo in Via Romaniello 7 a Marcianise.
Mario Martone è probabilmente l’autore italiano che, muovendosi da tempo liberamente tra teatro e cinema, ha meglio sintetizzato la necessità di rivolta di certi linguaggi drammaturgici, partendo inevitabilmente da una ridiscussione delle tradizioni espressive ed artistiche di una città-mondo per eccellenza qual è Napoli. Ma il recente “Qui rido io” su Eduardo Scarpetta sembra forse indicarci come ogni parricidio sia destinato a culminare con la ricerca di antichi padri, che siano “padri della patria” o i patriarchi di un’intera famiglia di valori teatrali, estetici, etici. E questo, in un contesto di ritrovata centralità dello spirito produttivo e dell’immaginario napoletani nel panorama cinematografico internazionale, che cosa ci indica? Un vitale segnale di ricerca di radici o l’avvisaglia di un contrordine, che riponga al centro del discorso l’”infallibile” tradizione? Di questo e altro parleremo nell’incontro di sabato 20 novembre, per la presentazione del nuovo Corso di Cinema del Consorzio Creativo.
Intervengono
Marcella Aquilar- sceneggiatrice, assistente ai programmi Rai
Francesco Massarelli – direttore artistico del Teatro Ricciardi di Capua
Corrado Morra- sceneggiatore, studioso di cultura
Francesco Napolitano – Ex direttore della Mediateca del Comune di Napoli
Raffaele Patti- regista teatrale, attore, filmmaker

“Io vivo per te”: al corto sul Gaslighting il premio “Best women’s short film”

CASERTA. “Best women’s short film” in India. Continua il giro del mondo di “Io vivo per te”, il cortometraggio sul Gaslighting di Rita Raucci, scritto con Claudio Lombardi e Paolo Mazzarella e realizzato dal Collettivo Paula, grazie al volontariato professionale di un gruppo che ha vissuto l’esperienza come un atto di civismo e di cittadinanza attiva. Protagonisti, la stessa Raucci e, nei panni del gaslighter, Peppe Romano. Firma la fotografia Damiano Errico, le riprese e il montaggio sono di Luigi Nappa, le musiche originali di Mauro Falardo.

 

 

Il premio in India

L’opera, con la regia di Gaetano Ippolito, è stata premiata al “Golden leaf international film festival”, rassegna che si tiene sulle Isole Andamane e Nicobare; la premiazione è avvenuta a distanza. Se il corto può partecipare a eventi internazionali e far sentire l’eco della sua denuncia contro la violenza psicologica, lo deve alle possibilità offerte dal Web e agli studenti del dottorato di ricerca in Eurolinguaggi e terminologie specialistiche dell’Università degli Studi “Parthenope” di Napoli, che hanno curato i sottotitoli in inglese, spagnolo e francese: Massimiliano Marino, Valentina Russo, Alberta Boschi, Carolina Iazzetta e Antonio Leo. Supervisori, Raffaella Antinucci, Nicolas de Ribas, Sarah Nora Pinto e Maria Giovanna “Magi” Petrillo.

 

L’anteprima romana

Per “Io vivo per te” sono, poi, iniziate le proiezione: ha chiuso la prima edizione del Corso di formazione “Cittadinanza attiva e paritaria. La decostruzione degli stereotipi sociali per prevenire e contrastare la violenza di genere”, promosso dal Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte dell’Università Tor Vergata di Roma; in collegamento da Caserta, c’era Raucci: di fronte a una platea di studenti, ha illustrato la genesi e gli obiettivi del progetto, nato per contribuire a colmare quel deficit di conoscenza che lascia nell’inconsapevole prigionia le vittime di violenza psicologica. Il corso, diretto dalla professoressa Francesca Dragotto, docente di Linguistica generale e Sociolinguistica, ha dimostrato come il raggiungimento di una piena cittadinanza paritaria sia oggi limitato da credenze e da atteggiamenti sessisti presenti in ogni ambito della società, da quello politico a quello scolastico, da quello sanitario a quello sociale e mediatico; sono effetti indesiderati frutto di devianze cognitive e di stereotipi di genere, che, quando non riconosciuti, sfociano in azioni discriminatorie. Per il Collettivo Paula è stato un debutto emozionante e una preziosa occasione di confronto.

 

 

 

La violenza psicologica

Il film, in poco più di 6 minuti, racconta tutte le fasi dell’abuso mentale generate dal Gaslighting, manipolazione mentale insidiosa e costante; nel Gaslighting l’abusato è indotto, con false informazioni e inganni, a dubitare di se stesso. Questa forma di violenza psicologica può manifestarsi in una relazione sentimentale, affettiva o professionale. Non è di genere, le donne, però, sono le vittime più ricorrenti. Chi la subisce, spesso, non se ne accorge e non denuncia; e, anche quando lo fa, il reato è difficile da provare e l’abusante resta impunito. Tracciare le dimensioni esatte del fenomeno è complesso, tanto che si parla di “cifra oscura”.

 

I patrocini

Il corto, già in fase di lavorazione, ha ricevuto il patrocinio morale della Presidenza del consiglio regionale della Campania, dell’Osservatorio del fenomeno della violenza sulle donne della Regione Campania, della Consulta per la condizione della donna della Regione Campania, della Commissione per l’uguaglianza dei diritti e le pari opportunità fra uomo e donna della Regione Calabria, della Provincia di Caserta e dei Comuni di Caserta e di Capodrise.

 

 

 

=== Fine comunicato ===

ALLA BIENNALE DI VENEZIA C’E’ ANCHE MARCIANISE CON “LA SANTA PICCOLA” DI VINCENZO RESTIVO (GUARDA TRAILER)

E’ stato presentato, ieri 8 settembre,  alla Biennale di Venezia “La Santa Piccola” della regista Silvia Brunelli, tratto da un romanzo dello scrittore marcianisano Vincenzo Restivo. “In casi come questi- ha commentato Restivo- le emozioni non le contieni. Stenti anche a credere che certi fatti stiano accadendo proprio a te, tu che col vestito buono ti senti sempre troppo inappropriato. Il mio libro, La Santa Piccola ha ispirato lo splendido lavoro di Silvia Brunelli e Francesca Scanu , che , per quanto difficile, in questo periodo di covid, sono riuscite a portare a casa un piccolo capolavoro.  Grazie per aver reso questa storia immortale”. Ecco la trama del film: in un rione soleggiato di Napoli dove tutti si conoscono, Mario e Lino, due amici inseparabili, vivono giorni che si susseguono sempre uguali. Finché tutto cambia: la sorellina di Lino, Annaluce, inizia a fare miracoli, divenendo la santa protettrice del rione. Per entrambi, da quel momento, si apre una porta verso un mondo nuovo che li porterà su tracciati differenti, dove rischieranno tutto, anche ciò che è per entrambi la cosa importante: la loro fraterna amicizia.

 

Il trailer : https://youtu.be/4uR-O50Hm_0

 

“La Santa Piccola” della regista Silvia Brunelli tratto dal libro del marcianisano Vincenzo Restivo è tra i 4 progetti finali della Biennale College Cinema 2019 -2020