comune-di-marcianiseCari amici e amiche, innanzitutto vi auguro una buona domenica. Consentitemi ora qualche riflessione sulle recenti amministrative. Premesso che è stata una brutta campagna elettorale ove l’offesa ha preso il sopravvento sulla proposta e le tifoserie hanno abbondantemente contribuito ad alimentare un clima già di per sé rovente, il primo dato che emerge inequivocabilmente è che Antonello Velardi ha stravinto perché ha saputo parlare alla pancia degli elettori, è stato capace di interpretare a pieno la voglia di cambiamento, la sua coalizione è apparsa più coesa, compatta e affidabile. Poco o nulla hanno potuto gli avversari difronte al giornalista de  “Il Mattino” che,  per quasi tutta la contesa elettorale in cui il centrodestra s’è volatilizzato e la parte più cospicua dei centristi hanno fatto da stampella alla coalizione guidata dai dissidenti del Pd, ha dettato l’agenda politica e si è accreditato come l’uomo nuovo, il solo in grado di far uscire Marcianise dal pantano politico-amministrativo degli ultimi anni. I cittadini gli hanno creduto e in massa son andati a votarlo sia al primo turno ove ha raggiunto quasi il 49% dei consensi che al secondo turno ove ha sfiorato il 62%, facendo salire la percentuale dei votanti al 63%, una delle più alte d’Italia. A parere di un modesto muratore della politica, pennivendolo ventennale e appassionato di comunicazione quale mi ritengo, la sua campagna elettorale è stata impeccabile. A pochi mesi dall’avventura elettorale si è assicurato l’appoggio del ceto medio-alto, professionisti e operatori culturali, per intenderci quelli che fanno le rivoluzioni. Appena iniziata la campagna elettorale, ha fotografato una città che versava in condizioni disastrose e che mai avrebbe visto di buon occhio una macchina organizzativa faraonica, ragion per cui ha scelto un minuscolo prefabbricato come comitato elettorale ed uno staff di pochissime persone. Infine, perfettamente consapevole di non essere un oratore politico e pertanto sprovvisto dello stile grandioso e commovente, capace di smuovere con violenza gli animi degli ascoltatori, ha puntato su un linguaggio semplice, forte, diretto, antisistema insalataper fissare nella mente degli elettori le parole chiave della sua campagna elettorale e far leva sul forte senso di appartenenza, di orgoglio cittadino. Se a tutto questo aggiungi che, grazie alla sua lusinghiera rete di rapporti e conoscenze, ha rassicurato i cittadini di poter realizzare ciò che dice, l’opera è pressoché compiuta. Complimenti e auguri al neosindaco, cui ora spetta una sfida tosta: tramutare in atti amministrativi gli impegni assunti in campagna elettorale, sottraendosi alle Forche Caudine di certa politica innamorata del manuale Cencelli per l’assegnazione dei ruoli e del proprio orticello. Cosa dire, invece, sul fronte avversario che pur annoverava tra le sue fila diverse promesse della politica locale e figure di notevole impegno e valore civico? Sarebbe infame e vigliacco infierire contro chi versa in una condizione di difficoltà, per cui mi limiterò a dare alcuni consigli per tenere in forma il corpo e la mente durante il periodo estivo:

  • Fate uso di insalate ma fate bene attenzione: non basta leggere la parola insalata per credere di essere salvi della calorie di un piatto troppo pesante, perché anche se di per sé, la verdura cruda non apporta praticamente nessuna caloria (in media 30-40 calorie per etto), se sono guarnite troppo, anche una classica insalata rischia di passareda piatto light a bomba calorica e fa male.
  • Leggetevi Il Principe di Nicolò Macchiavelli e in particolare soffermatevi sulla sua considerazione “Historia magistra vitae”.