restivoE’ stata sempre una mia personale convinzione che Marcianise non è seconda a nessuno a livello provinciale per numero e valore dei talenti che spaziano dallo sport alla letteratura, passando per le scienze. L’ha dimostrato la scorsa settimana Peppe de Chiara all’Eredità su Rai 1 ove ha vinto 45 mila euro e ne ha dato prova Enzo Restivo che sabato era ad Acqui Terme col suo Romanzo “Tana Libera Tutti!”, al festival letterario “Notti nere”.
La mia amicizia con Enzo risale al lontano 95 quando, su invito di un amico, mi ritrovo ad una riunione di perfetti sconosciuti per metter su la squadra dei corrispondenti locali per un quotidiano casertano. Tremolante- ero alla mia prima esperienza lavorativa sotto gli occhi di tutti- entro nella stanza, mi siedo e do uno sguardo ai miei futuri colleghi.
Difronte a me Sandro, con cui già avevo condiviso un paio d’anni nell’associazione Agorà, al lato destro una dolce e graziosa signorina e a sinistra un ragazzo con una discutibile salopette nera, pizzetto nero, occhiali in tinta e con un fare e dire leggermente saccente. Per dirla con parole semplici, il classico tipo che te ne sbarazzeresti alla prima occasione utile per il bene tuo e del mondo.
Il lavoro però è lavoro, basterà non averci a che fare e staremo tutti meglio. Il messaggio, anche se non verbalmente esplicitato è stato recepito anche dall’altra parte. E in effetti, il primo anno di collaborazione, per usare un comodo eufemismo, è più che proficuo perché nessuno caga l’altro, ognuno, a debita e salutare distanza si fa l’articoletto a suo modo e piacimento per il proprio settore di competenza senza il minimimo accenno ad uno scambio di vedute.
Un benedetto giorno, però, per causa maggiore o stato di necessità ( è in gioco l’imparzialità , l’equilibro politico del giornale), occupandoci di aree politiche diametralmente opposte, siamo costretti ad un confronto a distanza che durerà un annetto. Divenuti pubblicisti, il becchino fascistoide e il rosso cavalier servente, vogliono fare il salto di qualità e così entrambi rispondono all’annuncio de “Il Mattino” per arruolare nuovi collaboratori. La loro ferrea morale impone di non cercare “una buona parola” dal politico di turno, così si sottopongono a estenuanti test psico-attitudinali, colloqui vari e alla fine riescono a spuntarla.
Al Mattino, vengono affidati ambiti diversi sino a quando una redattrice di nome Rosaria Capacchione decide che devono lavorare gomito a gomito durante il tragico, convulso, triste periodo del coprifuoco a Marcianise. Sarà stata la paura di trattare un tema così scottante ( non nascondo che dopo il mio primo servizio su un’esecuzione camorrista, mi voltavo spesso indietro col timore di essere inseguito) o altro, comunque da questo momento la loro restivo duecollaborazione si fa più intensa, non solo in materia di cronaca nera, ed iniziano a uscire insieme per una birretta.
E’ durante uno di questi incontri serali che il sempre odiato collega incomincia a chiedermi recensioni o pareri spietati sui suoi racconti noir. Non vi nascondo che il genere ( delitti, squartamenti, pozze di sangue) per me che vivo tra il cielo e i fiori, è una violenza così intensa da provocarmi puntualmente nausea, ma per un amico e la cultura si fa questo e altro. Così non ho mai fatto mancare un mio giudizio positivo o negativo che fosse ed oggi, con mia enorme soddisfazione, appuro che il mio sacrificio è valso a qualcosa.
Allora Enzuccio ce l’abbiamo fatta, cosa si prova ad essere uno scrittore noir di fama nazionale?
La fama si conquista sul campo e non è il mio caso. Non ancora, o non lo sarà mai.
Quel che è certo che è stata un’emozione molto forte riuscire a vincere il Concorso Nazionale “Emozioni d’Inchiostro Noir” ed essere il primo a venire pubblicato nella nuova collana gialla che la Laruffa Editore ha inaugurato.
Una partenza col botto, insomma.
Spero che il romanzo possa piacere e divertire, per lo stile, la scrittura, la trama avvincente e per l’ironia – al limite del cinismo – che pervade tutta l’avventura di Corrado Salamone, Maresciallo dei Carabinieri del Comando di S. Maria C.V.
Dicci la verità, scrivevi per diletto personale o in cuor tuo hai sempre ambito a farti conoscere dal grande pubblico?
Chi scrive lo fa innanzi tutto per sé stesso, perché ha bisogno di mettere su carta i propri fantasmi, e così liberarsi dell’incomodo. Imprigionarli su una pagina, perché lo lascino in pace.
Ma è anche evidente che, soprattutto chi si dedica a romanzi o racconti, abbia voglia di mettersi in gioco, di dire: guardate un po’ che cosa ho scritto!
E non soltanto per un piacere narcisistico, ma perché ritiene di avere delle cose da dire.
Io penso, ad esempio, che il romanzo di genere – il noir in particolare – permetta di descrivere la realtà che ci circonda senza finti moralismi e senza filtri buonisti.
Ebbene, venendo proprio a “Tana libera tutti!”, il mio romanzo, negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi episodi di corruzione giudiziaria, di avvocati arrestati per concorso in associazione camorristica, di magistrati sollevati dall’incarico.
E’ evidente che questo genere di accadimenti mi abbia particolarmente toccato e impressionato. Analizzarli e nello stesso tempo velarli con una punta di ironia, mi è sembrato il modo più facile e opportuno per parlarne.
Cosa suggerisci ai concittadini e non che hanno la passione della scrittura?
Innanzi tutto di leggere tanto.
Io sarò uno scrittore dilettante, ma sono un lettore professionista e, nonostante il poco tempo che la professione mi lascia a disposizione, non rinuncio mai a portarmi appresso un bel romanzo, che sia un classico o un thriller spietato.
Leggendo si apre la mente, vengono idee, si acquisiscono nuove espressioni.
A quel punto, si prende un foglio (un foglio word nel mio caso) e si da fondo alla propria creatività.
È tutto lì.
Altri progetti in cantiere e soprattutto dove vuoi arrivare?
Io continuo a scrivere sempre… un oggetto, una notizia, una frase monca, possono darmi l’idea per un racconto, una storia, o qualcosa di più.
Ho il mio blog noir: www.inchiostronero.eu, dove pubblico la maggior parte dei racconti che scrivo, e che sta acquistando sempre più lettori affezionati.
E poi ho un altro romanzo nel cassetto adesso, che magari qualcuno avrà il coraggio di pubblicare.
Ma soprattutto, in questo momento, voglio dedicarmi alla promozione di “Tana”, per cercare di farlo leggere a quante più persone è possibile.
E’ il mio primo romanzo, e ogni scarrafone è bello a mamma soja!

SINOSSI
di “TANA LIBERA TUTTI!”
Corrado Salamone ha un pizzetto nero, una moglie bionda e una suocera che gioca a fare la vedova allegra.
Ma più di tutto, Corrado ha un lavoro che gli riempie la vita: è Maresciallo dei Carabinieri al Comando di S. Maria C.V. ed è così convinto di essere un professionista dell’anticrimine, una macchina progettata per uccidere, che si lascia scivolare addosso, come olio tiepido, le angherie quotidiane e la noia, trasformando – ad esempio – l’inchiesta su una banda di albanesi, in una spietata caccia al serial killer di turno.
Il suo momento arriva, finalmente, quando il suo giovane superiore lo incarica di seguire da vicino il caso di un omicidio commesso in Tribunale, dove – in un archivio mezzo dimenticato – viene scoperto il cadavere di Ilaria Benvenuto, giudice popolare in Corte di Assise.
Corrado, allora, si ritrova catapultato in una indagine, dove niente e ciò che sembra e dove la sua ironia e la sua forma mentis non politicamente corretta – tra cosche camorristiche, magistrati parecchio originali e abitudini sessuali “alternative” – verrà messa a dura prova.
Fino al colpo di scena finale… .

Il libro dalla prossima settimana è in vendita anche in provincia di Caserta, alla libreria “Spartaco” di Santa Maria Capua Vetere in Via Martucci.