2016Il 2015 sta per partire con la valigia delle mie gratificazioni, delusioni, ambizioni, scoperte, incertezze e rinunce. Non sono sicuro di aver messo tutto dentro ma, non appena l’anziano signore col cappello e l’impermeabile grigio poggia il piede sul primo gradino per salire sul treno, gli chiedo cortesemente di fermarsi un attimo per dare una sbirciatina al bagaglio. Senza nemmeno voltarsi, sale a bordo e va via. Con occhi e bocca spalancata, guardo il treno che si allontana e si dissolve all’orizzonte, poi chino il viso e cerco di ricordare cos’ho messo in valigia. Quest’anno ho portato avanti i miei vecchi impegni, spero con la dedizione e la serietà di sempre, e mi son tuffato in una nuova attività con risultati incoraggianti. Ho dovuto rinunciare a un sogno professionale di una vita per una serie di difficoltà oggettive, il cui superamento avrebbe comportato la rinuncia alle mie passioni, idee e valori, ma in compenso ho conosciuto alcune persone con le quali condivido i valori della solidarietà, della tolleranza, dell’amicizia. Ho scoperto che alcuni amici non erano degni di tale nome perché si sono dileguati quando il cielo è diventato buio e nuvoloso, però ho consolidato altri rapporti e son giunto alla conclusione che, se non vivi fino in fondo la tua vita, sarai sempre prigioniero di quella altrui. Penso di non aver tralasciato nulla degli oggetti e degli affetti personali. È invece arduo ricordare se in valigia ho messo le foto e i souvenir del mondo intorno a me. Ricordo con certezza di aver ritagliato e posto in una tasca interna della valigia 2 o 3 articoli sui bambini morti sotto i bombardamenti o ridotti a pelle e ossa per l’avidità e l’indifferenza umana, così come una bellissima recensione con tanto di foto delle eccellenze di Marcianise, che spaziano dalla boxe alla astronomia passando per la letteratura. Non posso certo dimenticare un mio reportage sul degrado della quasi totalità del verde pubblico di Marcianise, che buone-feste-e-buon-annocostringe molte famiglie ad andare nelle città vicine e le foto di gruppo di diverse associazioni locali, impegnate nella raccolta di alimenti e vecchi giocattoli per famiglie in difficoltà. Nella valigia c’è posto anche per altri 2 ricordi che mi hanno profondamente segnato: una baby gang di ragazzini tra gli 8 e i 12 anni che, in un paio di weekend e sempre a tarda sera, ha preso di mira le strade del centro danneggiando a sassate le finestre dei residenti e inveendo con parolacce e insulti contro chi tentava di fermarli. Solo grazie ai controlli continui e serrati delle forze dell’ordine si è riusciti a riportare la tranquillità. Altro episodio a dir poco spiacevole è stato lo scontro nella tarda sera della scorsa settimana tra 2 motorini nell’incrocio di Piazza Atella: 3 ragazzini contromano e senza casco andavano a sbattere contro un altro scooter che non si era fermato allo stop con a bordo 2 ragazzini anch’essi senza casco. Ma come per la leggenda del vaso di Pandora, il 2015 andrà via con un grandissimo messaggio di speranza e d’amore. Qualche domenica fa ero al parco giochi Rodari di Capodrise con mio nipote quando il custode, approfittando della pausa del primo tempo di Atalanta-Napoli che seguiva con la radiolina attaccata all’orecchio, si è avvicinato: “Lei pensa che io sia il custode di questo parco?” Ed io: “Certo, lei ha le chiavi.” “E invece si sbaglia – ribatte il vecchietto – ed anche di grosso. I veri custodi sono questi bambini perché sanno e hanno capito che il parco appartiene a loro e sono attenti a ogni dettaglio. Se qualcuno danneggia un gioco, qualcun altro è particolarmente spericolato per cui rischia di frasi male o vi sono momenti strani all’interno ed esterno del parco, corrono subito ad avvisarmi”. Io letteralmente estasiato replico: “Che straordinario senso civico !”. Ma le soprese non finiscono qua. “A parte la nostra collaborazione – conclude il custode – tra noi si è creato un rapporto assai speciale, che va oltre il parco. Ogni volta che m’incontrano per strada, mi chiamano con affetto e subito dopo mi abbracciano o si trattengono a parlare con me”.
Buona fine e sereno principio d’anno a tutti!