Il ‘teatro delle chiette’ è legato alla coltivazione della canapa e si estende poi ad altro. La ‘chietta’ indica una coppia, che porta avanti un lavoro in due. Lavorare insieme comporta la produzione di canti, motteggi, contrasti, farse; stimola la solidarietà e la partecipazione, sollecita anche la denuncia di un lavoro improbo e talora di chi tende ad approfittare per il proprio guadagno. Si salva lo stare insieme ed il godere di quei pochi momenti di allegria.
I brani riportati dal libro sono ripescati nella memoria, restituiscono uno spaccato della vita contadina con tutto il suo patrimonio complessivo. Sabato 30 maggio con l’aiuto della prof.ssa Simonetta Conti, del prof. Augusto Ferraiuolo e dell’autore del libro cercheremo di capire l’importanza di quanto è stato riportato alla stesura scritta e di quanto ancora è necessario recuperare dalla memoria, per capire le pulsazioni di un mondo passato, che fa parte della nostra attuale identità.