Chi troppo tira la corda, prima o poi la spezza

E’ questione di rispetto, ma anche d’intelligenza non abusare mai della pazienza altrui perché fin quando hai il vento in poppa procederai spedito, quando invece le vele saranno piatte la barca si fermerà ballonzolando un po’ di qua e un po’ di là. Non è facile tenerne conto soprattutto quando ritieni che il vento spirerà sempre a tuo favore, ma la convinzione e la volontà umana nulla possono dinanzi alla imprevedibilità degli eventi naturali. Conviene, dunque, nel corso di una traghettata sfruttare al massimo la potenza del vento, avendo però in debita considerazione che, per un capriccio del dio Eolo, crisi-Grecia-tsipras-Merkel (1)potresti impiegare più tempo del previsto per raggiungere la destinazione. Chi sembra fregarsene di tutto e tutti, perché certa che l’imbarcazione tedesca non conoscerà mai una battuta d’arresto, è la cancelliera tedesca, Angela Merkel , che ieri nel corso di uno dei tanti ed estenuanti incontri per il salvataggio della Grecia, ha costretto Tsipras a porre sul tavolo della trattativa anche la sua giacca. Siamo chiari per carità : non è in discussione la legittima richiesta alla Grecia di darsi una regolatina coi conti pubblici in cambio di aiuti, ma la “sollecitazione” a compiere macelleria sociale in tempi strettissimi. Coi suoi diktat la signora Merkel, cui va la nostra particolare simpatia e gratitudine per l’attaccamento ad Ischia, pecca due volte: di onnipotenza e di memoria. Nel corso degli ultimi decenni anche la Germania, oggi indiscussa regina dell’economia europea e terzo paese al mondo per export e import, ha avuto

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L’ULTIMA PAROLA SPETTA SEMPRE AL POPOLO

0301_alexis-tsipras_1260Nelle ultime settimane, sull’onda dell’emozionante vicenda greca, qualcuno ha scoperto, altri hanno rispolverato, altri ancora hanno riconsiderato il concetto di democrazia. Addirittura c’è stato chi, ha risuscitato l’ateniese Pericle per dare sfoggio di democrazia. Ben venga tutto questo, ma sarebbe cosa buona e giusta se quotidianamente ci ricordassimo di vivere in un sistema democratico con annessi diritti e doveri. Non so a quali considerazioni sono addivenuti questi signori che per giorni e giorni hanno compiuto uno “studio matto e disperato” sui sistemi politici, per me la democrazia è

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Cari mamma e papà, il bene per i vostri bimbi non si misura col cibo

A chi di voi, non è mai capitato a casa di un amico, in un locale o mentre cammini per strada, di vedere qualche genitore su tutte le furie col figlioletto paffutello (per intenderci a qualche centinaio di metri di distanza ti accorgi che fortunatamente non ha mai sofferto la fame ) perché non vuol mangiare la seconda terza o quarta merendina o snack del giorno oppure non termina tutta la busta di patatine, la 9357609-fat-boy-male-con-salsiccia-Archivio-Fotograficolattina di bibita gassata, un po’ di insaccati o schifezze varie. Quando accade a me, solitamente dapprima rido al pensiero che il bambinone potrebbe digiunare anche qualche giorno senza conseguenze gravi, ma subito dopo mi sopraggiunge un leggero rammarico su come alcune volte non per forza di cosa l’amore ama, anzi può far del male.

Leggevo stamani i dati dell’indagine Okkio alla salute 2012, a cui hanno partecipato oltre 46 mila alunni della terza classe primaria e 48 mila genitori, di tutte le regioni italiane. Essi ci dicono

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I rappresentanti devono dar conto ai rappresentati

Più che buona norma dovrebbe essere doveroso, a mio modesto parere, per i rappresentanti informare i cittadini sulla loro azione, soprattutto quando assumono decisioni particolarmente rilevanti per la vita quotidiana dei cittadini o cambiano casacca. Ed invece, nel nostro Paese tanto splendido quanto ricco di contraddizioni e paradossi , non accade quasi mai. Non l’avverte come un obbligo verso la gente, il premier Matteo Renzi, che continua a spararla grossa sul drammatico problema dell’immigrazione che rischia di far collassare l’Italia, ma poi puntualmente fa dietrofront senza spigarne le ragioni. Aveva accennato ad iniziative forti, se nel consiglio Europeo del 25 giugno non fosse passato l’accordo delle quote ed altri interventi tangibili a favore dell’Italia, ed invece difronte alla netta chiusura dei partner europei ha alzato i tacchi e si è limitato a dire : ”Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela”. Evidentemente c’è dell’altro che non c’è dato sapere. Confidiamo comunque, in un riscatto d’orgoglio patriottico dell’ultim’ora.
Parimenti la sinistra interna del Pd dovrebbe illustrare agli insegnanti,

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Avanzano i caporali, arretrano le idee

A 5 anni trascorrevo intere giornate in compagnia di mio nonno che faceva il bidello in una sezione di partito ove ho avuto la fortuna di conoscere giovani personaggi poi divenuti leader del partito e figure di primo piano delle istituzioni, l’entusiasmo e la gioia negli occhi e nelle mani di ognuno per l’organizzazione della festa di partito, l’euforia e i caroselli per la vittoria alle comunali, la delusione e il pianto per la disfatta elettorale imprevista e tanti modi di dire, aneddoti, frasi. Ricordo che tra i detti che più mi incuriosiva perché non riuscivo a comprenderne il senso c’era:” In politica ciò che vale oggi, non vale domani”. Per anni e anni mi son chiesto cosa volesse dire e solo intorno agli anni della maturità son riuscito più o meno ad afferrarne il significato: se un politico assume un impegno o dà la parola oggi, non necessariamente varrà il giorno dopo. Ed in effetti, crescendo ho constato che quelle parole avevano un loro fondamento. Come diceva, Eduardo De filippo, però, “nella vita gli esami non finiscono mai” e alla mia

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