“La Santa Piccola” della regista Silvia Brunelli tratto dal libro del marcianisano Vincenzo Restivo è tra i 4 progetti finali della Biennale College Cinema 2019 -2020

Il film narra di tre ragazzine che  vivono in un quartiere soleggiato di Napoli, con i loro piccoli sogni di vita. C’è anche una bambina piccola, che tutti chiamano “la santa piccola” perché vede la Madonna. Potrebbe essere lei a compiere il miracolo di far avverare i loro sogni, ma questa speranza non è altro che una menzogna che finirà con l’estate, mentre il quartiere aspetta un nuovo santo in cui credere. Ecco come ha commentato a caldo Vincenzo :”

SONO STRAFELICE!

Ecco, è ufficiale, il mio libro “LA SANTA PICCOLA” sarà un film, per la regia di Silvia Brunelli
Si è conclusa poche settimane fa la selezione alla Biennale College – Cinema di Venezia e il soggetto è stato scelto tra 12 progetti provenienti da tutto il mondo.
Ringrazio Marco Luca Cattaneo e tutta la Rain Dogs Film per aver creduto in questo progetto.
Credo sia tra i più intimi desideri di uno scrittore, quello che un suo testo possa tramutarsi in pellicola, che i suoi personaggi d’inchiostro acquistino carne e sangue.
Io l’ho sempre voluto. Insieme a mia madre, in quei pomeriggi in cui ancora c’era, restavamo istanti insieme a immaginarci scenari simili.
Ma non avrei mai ( e dico mai) immaginato di arrivare a un vertice così sommo, come quello della biennale.
Sono commosso. E a stento trattengo le lacrime.

Ora vado a bermi una bottiglia intera di Merlot ?”

 

https://www.labiennale.org/it/news/scelti-i-4-progetti-finali-della-biennale-college-cinema-20192020

 

Mario, Lino e Assia. Diciassette anni. Tre realtà all’interno dello stesso stabile: una palazzina popolare di Forcella dove le case vecchie hanno l’odore del metano a causa delle tubature usurate e dove l’omertà e la superstizione hanno più valore delle buone azioni. Per le precarie condizioni economiche, Lino e Mario sono costretti a prostituirsi. Un’adolescenza contagiata da un mondo di adulti fin troppo sporco, carnece della loro innocenza. La violenza diventa, allora, l’unica alternativa di sopravvivenza. E in tutta questa violenza, violento diventa anche l’amore, perché non ricambiato. Poi c’è Annaluce, nove anni, che tutti chiamano La Santa piccola perché a un certo punto dice di avere le stimmate e di vedere la madonna. Forcella diventa così teatro di un prodigio, invasa da una folla di fedeli in attesa di un miracolo. E anche Mario, Lino e Assia chiedono il loro miracolo, la loro richiesta d’aiuto, il loro bisogno d’amore in un mondo che li vede fin troppo randagi.

 

 

Qui di seguito una mia intervista a Vincenzo: https://www.micheleraucci.it/2016/01/17/la-mia-lotta-contro-le-discriminazioni-e-ormai-il-mio-pane-quotidiano/