sandro 1 1Diciamocela tutta: Marcianise non sta vivendo un bel momento sotto ogni punto di vista, da quello politico-istituzionale a quello economico e sociale. Eppure, come già è accaduto in passato, è proprio nei periodi più brutti che si rimbocca le maniche e tira fuori una straordinaria vitalità culturale e una voglia di aggregazione per riscoprire se stessa  e guardarsi attorno. Lo sta dimostrando con l’appassionata e viva partecipazione ai festeggiamenti del S.S. Crocifisso e ne ha dato prova stasera alla presentazione di “Alla ricerca dell’Appia perduta”,  film –documentario del giornalista Paolo Rumiz sul viaggio a piedi da Roma a Brindisi per riportare alla luce il grande valore storico e culturale della Regina Viarum, la madre dimenticata di tutte le strade europee che congiunge 4 regioni del sud. “ Il mio è stato un viaggio arrabbiato, stancante, affascinante e doloroso-ha esordito Rumiz- pe restituire al paese un grandissimo bene, non solo dell’Europa, ma dell’intera umanità, abbandonato e sandro 1sfigurato. L’ho fatto a piedi perché i piedi come gli occhi , il naso-ha aggiunto il giornalista- sono strumenti di conoscenza e prima di saperlo, l’avevo intuito dalle fiabe che mi raccontavano da bambino ove il cammino ha sempre un ruolo principale. Sempre da bambino – ha concluso ironizzando Rumiz- la mia maestra diceva che io scrivevo con i piedi ed aveva ragione, perché sarebbe arrivato il momento in cui avrei utilizzato i piedi per raccontare la strada, che scrive da sola la storia coi suoi imprevisti, stelle, grilli, temporali, persone e situazioni varie.  All’incontro era presente anche il regista Alessandro Scillitani che ha realizzato il documentario dedicato al cammino suddiviso in tre dvd, che Repubblica ha allegato al quotidiano a partire dal 5 settembre, uno alla settimana.” Il nostro –ha spiegato il regista- è il racconto di un viaggio a piedi, di una strada perduta, di territori, di persone che finalmente si sentono di appartenere ad un identità comune , che ha una storia di sandro 22000 anni”.  Nel gruppo di camminatori, Riccardo Carnovalini  ha studiato il percorso incrociando antiche mappe, scritti, dati satellitari, per cercare di rispettare il percorso originario della via Appia, anche nei luoghi in cui non ci sono più tracce. Lungo il tragitto, tanti si sono uniti al cammino, Vinicio CaposselaRaffaele NigroMarco CirielloSandra Lo Pilato, e poi contadini, maestri di ballo, bariste, custodi di monumenti, pellegrini, menestrelli. Dal 4 settembre, la carovana è ripartita per fare la strada al contrario, raccontare l’esperienza alle comunità locali, mostrare i film girati in anteprima e raccogliere impressioni e commenti sul progetto. Si torna a Roma partendo dal Sud per rivendicare la valorizzazione della memoria perduta. sandro 3Il viaggio – filmato da Scillitani e registrato dal taccuino di Rumiz – ha forti contenuti simbolici. Il cammino terminerà il 18 settembre a Roma dove è previsto un grande evento finale. L’evento tenutosi nel giardino di Palazzo Tartaglione in via Tartaglione n. 8 a Marcianise è stato moderato da Alessandro Tartaglione. (direttore CasertaNews.it). L’iniziativa è il primo appuntamento di “Letture in Giardino”, una serie di incontri volti ad approfondire la conoscenza della storia, delle tradizioni, dell’arte e delle bellezze della Campania. Il 26 settembre sempre alle 18 toccherà a Gigi Di Fiore, presentare il suo libro “La nazione napoletana” controstorie borboniche e identità sudista.

Cenni storici sul Palazzo

Palazzo Tartaglione, ubicato nel Comune di Marcianise in provincia di Caserta, è una dimora storica costruita sui ruderi di un’antica proprietà nobiliare agli inizi dell’Ottocento. Nell’androne del palazzo è presente un affresco con lo stemma della famiglia Tartaglione raffigurante un leone rampante che trafigge un drago con una spada e che riporta a margine la scritta “Tartara agitat leo” che conduce al cognome del casato. Il Palazzo è stato residenza di diversi prelati che si sono succeduti nella famiglia e che si sono distinti oltre che per la loro cultura e sensibilità per l’arte e per il bello, anche per un’intensa attività di beneficenza e solidarietà. Di particolare pregio, all’interno del Palazzo, è certamente il giardino all’italiana che si sostanzia in un delizioso agrumeto recintato da geometriche siepi di bosso. I viali formali cedono ad un certo punto il passo ai sentieri sinuosi di un angolo di giardino all’inglese, diventato di gran moda a partire dalla realizzazione del parco della vicina Reggia di Caserta. Le essenze vegetali, che costituiscono l’anima del giardino di Palazzo Tartaglione, risentono dell’influenza che il Parco Reale vanvitelliano ebbe sul gusto per un giardino che fosse non più solo produttivo, ma soprattutto un giardino di delizie. Accanto ad aranci, limoni e mandarini fanno bella mostra di sé cycas, camelie, ortensie e tutte quelle antiche essenze che ancora oggi convivono in un’armonia che natura e uomo insieme concorrono a conservare.