Renzi e il pasticcio delle pensioni.

Bene Renzi sui rimborsi ai pensionati.

Per cultura politica e visione della società sono distante anni luce dal premier, ma rispetto all’erroneo blocco della rivalutazione delle pensioni attuato dal governo Monti, non gli restava altro che destinare le esigue risorse disponibili ai più deboli. Coloro che dicono “no a prescindere” o sbandierano il vessillo del “tutto o niente”, dimostrano se ne ce ne fosse ancora bisogno, a mio modesto parere, di non essere un’opposizione moderna, costruttiva e alternativa. Continuando di questo passo, questi signori rafforzeranno il Presidente del Consiglio e non faranno il bene dell’Italia.

Regionali 2015: più personaggi che contenuti

Campagna elettorale a dir poco deludente: candidati per lo più impegnati a vestire panni altrui senza un minimo tocco di originalità ( si va da Salvini in salsa dolce all’amico di Dudù e company passando per la fata turchina che con la bacchetta magica risolve tutti i problemi della gente comune) e ad abbuffarci di ricette miracolose per risolvere le emergenze del nostro vivere quotidiano senza indicarci gli ingredienti. Un esempio valga per tutti : il tema più abusato è il lavoro, ma eccetto per un generico richiamo ai fondi europei, facciamo francamente fatica a capire da dove usciranno i posti di lavoro. Per altre problematiche come ambiente, cultura e turismo, sicurezza urbana, sanità, fiscalità, rapporto cittadini-pubblica amministrazione, trasporti al momento solo vaghi accenni. A questo punto mi chiedo e vi chiedo, in chiave franca e costruttiva, invece di stressarvi per cambiare abito ogni giorno e tirar fuori decina di conigli dal cilindro, non era forse più lungimirante, proficuo e consentitemelo anche meno faticoso per voi ma anche per la gente e le città bombardate quotidianamente da diecimila messaggi e manifesti , fare politica, stare accanto alla gente giorno per giorno per confrontarsi e recepirne esigenze e suggerimenti? Ma chi vi capisce…! Concludo, non me ne vogliate con un piccolo consiglio:” Come si dice a Napoli e non solo C.N.F. ( cà nisciun è fess) per cui ponete in evidenza aspetti, passioni della vostra vita privata in cui si rivedono gli elettori ma non vi snaturate eccessivamente, altrimenti rischiate di perdere anche i voti di chi vi ha conosciuto in un modo e vi ritrova improvvisamente in un altro diametralmente opposto”.

Tanto era sentito più che dovuto, di vero cuore in bocca al lupo a tutti e vinca il migliore!

Destra o sinistra?

Tendenzialmente l’uomo di sinistra è aperto, ipocrita, di cultura poliedrica, libero sessualmente, ama il prossimo ma non quanto il suo fine palato e le sue tasche, predilige la corsa in solitario, comprensivo, pesante, si ritiene depositario dell’intellettualità e moralità. Quello di destra è di cultura settoriale, intraprendente e a tratti spregiudicato,generoso, sessualmente tradizionalista, concreto, leggero, innamorato di se stesso e individualista sul piano sociale, politicamente al momento giusto sa fare gioco di squadra. Entrambi si dicono a favore della legalità. Peculiarità dell’uomo di centro non pervenute.
P.S: Tutte le idee son belle, ma camminano sulle gambe degli uomini e diversi sono zoppi alla destra o alla sinistra.

Good morning, Mr. President

Personalmente preferisco i sanguigni, ma Mattarella è persona seria, competente, autorevole. Di pagliacci, venditori di pentole, omini pronti a fare il salto della quaglia in giro per l’Italia già ce ne son tanti.

Auguri di buon lavoro, Presidente!

Η νέα Ελλάδα

Da domani inizierà la vera sfida per Alexis Tsipras: dare concretezza ai buoni propositi e impegni assunti. Spero che riesca per la Grecia, l’Italia e l’Europa, sfinite dal rigore finanziario della signora Merkel che oggi detta regole e condizioni dimenticando che anche la Germania sforò il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil e fu “ripescata”.

Aspettando di vederlo all’opera, stima e profonda ammirazione per il suo coraggio, chiarezza di idee, capacità unica di leggere e interpretare le istanze del suo tempo senza snaturarsi, ormai non più di casa in buona parte della sinistra italiana.