La democrazia è bella, vera e compiuta quando ognuno occupa lo spazio ed esercita il ruolo per cui è grillostato scelto dalla gente. Lo sa benissimo , ma fa la parte dello gnorri Beppe Grillo, straordinariamente variopinto ed efficace nel suo doppio ruolo di sentinella delle regole, dei valori costituzionali, dei diritti delle persone e di denuncia di sprechi e malfunzionamento del sistema, eppure per nulla disposto sia ad aprire un confronto con le altre forze politiche sui tanti temi al centro del dibattito politico che ad assumersi la responsabilità di governo in seno alle istituzioni. A Grillo, il popolo e la democrazia volenti o nolenti, debbono riconoscere il merito di aver incanalato nelle vie istituzionale le pressanti istanze della protesta, di aver portato alla ribalta e in parte arginato un certo malcostume politico, ma fin quando resteranno rinchiusi nella loro torre eburnea coi loro voti senza incidere minimamente sulle grandi scelte per l’italia , non adempiranno pienamente al ruolo per cui son stati votati dalla gente. A suo tempo lasciò l’amaro in bocca anche ad una fetta considerevole degli elettori Cinquestelle, la decisione del partito di maggioranza relativa alla Camera (il M5s alle ultime politiche ha preso circa 45000 voti in più del Pd ma senza conteggiare il suffragio dei nostri connazionali all’estero) di non formare un governo con Bersani su 5 o 6 punti fondamentali per il Belpaese. Altrettanto non esaltante è la recente scelta di non accettare l’assessorato all’Ambiente offerto dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, avvalorando la loro netta opposizione alla spartizione delle poltrone. Sarà paura di governare per inesperienza e impreparazione politica o strategia elettorale per accaparrarsi più voti con il preciso intento di abbattere l’intero sistema politico, ergersi sulle macerie e guidare la ricostruzione? Non sappiamo se Grillo ha visto bene, solo il tempo darà le sue risposte, ma una cosa è certa: di gran lunga è più facile distruggere da fuori che costruire dall’interno. Chi, invece, in disaccordo con la linea politica del suo partito, ne esce col tentativo di dar a tutti i costi voce e tutelare le esigenze e gli interessi dell’elettorato di sinistra è Pippo Civati. A seguirlo, alcuni colleghi del Pd e tanti di nichi vendolaSel eccetto Vendola che duro a morire, non accetta la fine del suo ciclo politico e rilancia con la costituzione di un nuovo soggetto a sinistra. Se la vera sinistra vuole avere ancora un futuro in Italia, l’unica strada percorribile è quella di Podemos in Spagna, “ tutto il resto -come cantava Califano- è noia”. A noi che amiamo la democrazia e non facciamo distinguo di colore politico, sta a cuore la sopravvivenza di tutti per cui consigliamo anche all’ex establishment di Caldoro, di rassegnarsi serenamente al ruolo di opposizione e di non far mancare la loro esperienza e idee per il bene della Campania. L’opposizione è il sale della democrazia con la sua funzione di controllo, verifica, denuncia, confronto anche duro con la maggioranza ma sempre costruttivo e propositivo per gli interessi della collettività. Chi finalmente sembra essersene fatto una ragione è il Movimento Cinquestelle di Marcianise che ha elaborato una serie di iniziative per migliorare la vivibilità cittadina e punta ad un maggior radicamento sul territorio. “ Giovedì prossimo 23 luglio celientoallestiremo un gazebo in Piazza Carità-spiega Pietro Celiento delegato a rappresentare il movimento- con una mostra fotografica per denunciare lo stato di degrado in cui versano i nostri spazi pubblici e presentare la nostra soluzione. Noi, nello specifico, riteniamo che i luoghi aggregativi non vadano affidati ai privati, ma debbano restare pubblici ed essere valorizzati per finalità ricreative, didattico e culturale. A tal fine come piazza pilota del nostro progetto- prosegue Celiento- chiederemo all’amministrazione comunale di adottare Piazza Pertini che fiancheggia la scuola “Pascoli” per creare con i nostri fondi o libera sottoscrizione tra i cittadini, una sorta di orto botanico ove ogni albero che pianteremo avrà un cartellino informativo”.
Dopo gli spazi pubblici a settembre sarà la volta della rivalutazione dell’ex Monte dei Pegni e dell’individuazione di una sede per il Movimento Cinquestelle, in rapida crescita di adesioni ove le donne giocano un ruolo fondamentale. Le relazioni esterne, infatti, sono affidate congiuntamente a 5 donne : Marianna Giuliano, Rosa Tartaro, Anna Guerriero, Lucrezia Granaglia, Anna Pasquariello.
“Il primo piano dello stabile – conclude Celiento- potrebbe essere adibito a museo mentre il piano terra potrebbe ospitare gruppi musicali, teatrali, artistici di vario genere per le prove ed eventi. Contemporaneamente alle iniziative per la città, stiamo in cerca di una sede perché siamo cresciuti notevolmente e i luoghi pubblici ove finora ci siamo incontrati non sono spaziosi”. Alla democrazia e alla vita politica si prende parte nei modi e mezzi che ognuno ritiene più opportuni: i partiti , i movimenti ma anche associazioni e sodalizi vari con finalità politiche o miste ossia di interesse sociale, culturale e politico. Chi più di tutti ha saputo sposare l’associazionismo con la politica è l’imprenditore Salvatore Salvatore-LiquoriLiquori, presidente del Centro Studi De Gasperi e sponsor principale dell’ex sindaco Angelo Crescente. In tutti questi anni, ha speso anima e corpo in meritorie iniziative socio-culturali, alimentato il dibattito politico con convegni e dibattiti, preoccupandosi costantemente che il comune andasse in mani capaci e attente alla collettività. Ne ha già vinte parecchie di battaglie, acconciama alle prossime consultazioni amministrative c’è da vincere la guerra contro gli ex sindaci Anthony Acconcia e la sua aggregazione creata dal basso “Movimento civico per Capodrise” , Giuseppe Fattopace e il Pd di forte impronta caputiana , l’ex vicesindaco Silvano Ferraro e un candidato outsider per una lista civica che raggruppi imagesSel ed altri cespuglietti di sinistra.

4 comments
  1. Michele è giusto precisare per quanto riguarda al no di Grillo per un governo Bersani, le colpe devono essere divise tra Grillo e lo stesso Bersani. Grillo chiese a Bersani, vi è un video che testimonia il fatto, di votare come Presidente della Repubblica Stefanò Rodotà per aprire anche un dialogo per la formazione di un governo, sappiano come è andata a finire.

  2. Grillo chiese a Bersani di rinunciare ai rimborsi elettorali 45 milioni di euro, Bersani non accettò.
    Grillo chiese di votare Stefano Rodotà (ex presidente dei DS) come presidente della repubblica, Bersani strinse l’ accordo con Berlusconi su Franco Marini. Grillo sbaglio a non votare succesivamente Prodi insieme al PD.
    Grillo chiese come primo punto del programma di governo il reddito di cittadinanza, Bersani rispose che non era previsto nei punti del suo programma.
    Grillo chiese di abolire gli acquisti degli F35, Bersani rispose sempre che non era previsto nei punti del suo programma.
    Ripeto, credo che non formare un governo Grillo-Bersani è stato una sciagura, visto tutto quello che è successo dopo, io divido le colpe al 50%, a differenza tua che dai le intere colpe a Grillo. Per precisione, c’ è un video su youtube nel quale dopo la nascita del governo Letta, Bersani dice “Non volevo fare mica un governo con i 5 stelle, misa mi sono ammattito”, diciamoci la verità, Bersani voleva, grazie ai voti dei 5 stelle superare lo scoglio del foto di fiducia. Capisco che ti stai allineando alla linea che tengono il 99% dei media pro-PD e contro i 5 stelle, pensando che i lettori sono ignoranti. Se mi vuoi rispondere mi fa piacere, ma prima di farlo, informati su quello che ti ho scritto e rispondimi nel merito delle cose, come io ho fatto quando mi hai chiesto di elencare, senza dire cose astratte e senza senso di Berlusconiana e Renziana memoria.

    1. le richieste verbali , a mio modesto parere, lasciano il tempo che trovano. Si poteva siglare un patto di legislatura su alcuni temi particolarmente cari ai Cinquestelle e se Bersani l’avesse disatteso, sarebbe tornato a casa. Ritengo poi, che la sola elezione di Rodotà non sarebbe stata sufficiente a spianare la strada ad un governo PD-M5S e che l’acquisto degli F35 fosse solo un fatto pretestuoso legato a quel momento, perché se la memoria non mi inganna sino ad ora non ho visto particolari iniziative grilline per la riduzione degli armamenti.

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