Avanzano i caporali, arretrano le idee

A 5 anni trascorrevo intere giornate in compagnia di mio nonno che faceva il bidello in una sezione di partito ove ho avuto la fortuna di conoscere giovani personaggi poi divenuti leader del partito e figure di primo piano delle istituzioni, l’entusiasmo e la gioia negli occhi e nelle mani di ognuno per l’organizzazione della festa di partito, l’euforia e i caroselli per la vittoria alle comunali, la delusione e il pianto per la disfatta elettorale imprevista e tanti modi di dire, aneddoti, frasi. Ricordo che tra i detti che più mi incuriosiva perché non riuscivo a comprenderne il senso c’era:” In politica ciò che vale oggi, non vale domani”. Per anni e anni mi son chiesto cosa volesse dire e solo intorno agli anni della maturità son riuscito più o meno ad afferrarne il significato: se un politico assume un impegno o dà la parola oggi, non necessariamente varrà il giorno dopo. Ed in effetti, crescendo ho constato che quelle parole avevano un loro fondamento. Come diceva, Eduardo De filippo, però, “nella vita gli esami non finiscono mai” e alla mia

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E’ il momento della scelta

Non bisogna avere una particolare conoscenza della politica, ma solo un po’ di memoria per constatare che nell’ultimo ventennio assai spesso il colore del governo è stato dissimile dalla maggior parte delle regioni e amministrazioni locali. E quasi sempre ad incidere su questa controtendenza più che i fatti e le vicende locali è stata, con mia enorme e positiva sorpresa, una precisa volontà degli elettori di non mettere nelle mani di uno solo partito o coalizione il potere centrale e periferico. Qualcuno che aveva intelligenza e scaltrezza da vendere, ma non fu abbastanza abile da comprendere questa sorta di argine democratico e contrappeso al potere della maggioranza, fu Massimo D’Alema e

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La politica dopo il voto alle regionali

Dall’esito delle urne i partiti hanno tratto la dovuta lezione?

Alcuni si , altri in parte , altri barrano gli occhi e vanno avanti per la strada delle loro convinzioni.

Chi più di tutti, ha capito che o cambia marcia o sarà Kaput , è il Fonzi fiorentino.

Accantonata la formidabile idea del Partito della Nazione, già è al  lavoro per rimediare agli errori contenuti nel DDl sulla scuola ed ha finalmente fatto un bagno di umiltà , ammettendo che l’Italia non è definitivamente uscita dalla crisi.

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Considerazioni sull’esito delle regionali

A seguito dei risultati  elettorali, consentitemi di fare un po’ di valutazioni.

Il 5 a 2 per Renzi e il calo dei consensi per Il Pd, non rappresentano la fine del governo, del renzismo, e di quant’altro,  annunciato ieri a pochi minuti dalle prime proiezioni da un gongolante leader di Forza Italia, cui non affiderei nemmeno l’amministrazione del mio condominio per la sua imprudenza (mi ricordava  il mattacchione Emilio Fede che piazzava bandierine blu su quasi tutte le regioni della cartina geografica d’Italia per poi svegliarsi  il giorno dopo con un’ amara sorpresa), ma un monito serio, un richiamo inequivocabile, un chiaro segnale per il premier da parte di alcuni strati sociali ( in primis insegnanti su tutte le furie per il DDL “ Buona scuola” e i giovani senza lavoro che più massicciamente hanno premiato Grillo) a rivedere “qualche cosina”, altrimenti si avvierà inesorabilmente al tramonto. Con il voto di ieri, a mio modesto parere, ci troviamo difronte ad un Renzi ridimensionato e sul filo del rasoio ma che amministra, se la memoria non mi gioca brutti scherzi, tutte le regioni eccetto Lombardia, Veneto e Liguria ed ha come competitors:

1) il duetto Grillo-Casaleggio finalmente conscio che per far guadagnare voti ai suoi è meglio starsene a casa a schiacciare un pisolino piuttosto che scendere nell’arena politica, ma non ha ancora trovato il coraggio di uscire dalla torre eburnea per aprire un confronto con le altre forze politiche sulle loro proposte, prima fra tutte il reddito di cittadinanza su cui nutro forti perplessità;

2)un  Salvini, re indiscusso del populismo,  che migliora la sua performance elettorale per il servizio a torso nudo in copertina e per il ritorno tra le braccia del padrone di Dudù;

3)una sinistra a sinistra del Pd che, a mio malincuore,  oltre a tirare i piedi e a godere smisuratamente delle disgrazie al ragazzotto fiorentino e company, non impegna energie e risorse per un progetto serio, concreto , alternativo della società italiana e per una comunicazione più adeguata con la gente.

Non so a voi, ma leggendo giornali e camminando per strada, io non sono venuto a conoscenza di una sola idea del candidato alla Presidenza Vozza per la Campania.

E poi, a mio  modesto parere, occorre anche superare una certa logica minoritaria figlia di un certo narcisismo intellettuale  e morale. Leggo, ad esempio, certi rispettabili commenti di goduria per il 2,..%  ottenuto alle regionali, come se si facesse parte di una nicchia, un’ élite di geni incompresi e casti che non mi trovano affatto d’accordo: io innanzitutto farei autocritica, cercherei di non commettere gli stessi errori e sarei subito a lavoro per fare in modo che le idee in cui credo e son certo che migliorerebbero la vita di tutti, con tutte le difficoltà del caso ( clientele, malavita ecc), divengano maggioranza.

Non bisogna aver paura di dire a se stessi : ”Voglio governare, dare sostanza, attuazione alle mie idee per una società migliore e assumermi la responsabilità delle  scelte”. Diversamente sono solo masturbazioni mentali, o se volete, monologhi di autosoddisfazione narcisistica per suonarsela e cantarsela da soli.

Lungi da me il tediarvi ulteriormente, concludo con un breve passaggio sulla situazione locale: riguardo al centrodestra ancora una volta dimostra di saper fare squadra, poiché con un partito locale per nulla coeso e Del Gaudio sfiduciato, riesce  a portare un congruo bottino elettorale a casa e a far eleggere alla carica di consigliere regionale, Giampiero Zinzi, cui porgo i miei sinceri auguri di buon lavoro.  Per il centrosinistra, buono il risultato di Dario Abbate che con gli 8100 voti e passa (cifra de “IL Mattino”) di questa competizione incrementa di circa 2500 voti il dato della precedente candidatura regionale,  ma non sufficienti alla elezione perché ancora una volta ha prevalso la resa dei conti, il rancore personale, l’autoreferenzialità, la lotta tra guelfi e ghibellini assai di moda nei postcomunisti, più che la politica. Di questo passo non sarà mai eletto un consigliere regionale e facilmente si regalerà anche per il futuro  la città alle forze di centro o centro- centrodestra. Se veramente si ha a cuore le sorti del Pd e della città, soprattutto i giovani, non necessariamente di età anagrafica ma di animo e di pensiero, devono farsi avanti, osare e conquistarsi uno spazio.

zinzifoto abbate

Brutta campagna elettorale

A mia memoria, non ricordo una campagna elettorale così ricca di sgambetti, trucchetti, alchimie e priva di contenuti: De Luca ha avuto più problemi su come difendersi dagli attacchi quotidiani in Tv, giornali , social network dei suoi amici e colleghi di partito che a conquistarsi il favore degli elettori ; Caldoro s’è chiuso nel palazzo cercando di accreditarsi come l’unico candidato alla Presidenza serio e  affidabile, a capo di una coalizione coesa e compatta mentre in Forza Italia ( vedi sfiducia al sindaco di Caserta Del Gaudio) si scannano; la furbetta candidata Cinquestelle si è volatilizzata per guadagnare consensi a danno dei suoi due principali antagonisti. Di tutto questo la gente se n’è fregata perché ha difficoltà ad arrivare a fine mese e non ne può più di liti e teatrini. A proposito: che si affiggevano manifesti o distribuivano fac-simile per marcare la presenza del candidato o perché c’era qualche lettore che avrebbe votato il partito ma non aveva un nome o ancora rischiava di sbarrare erroneamente la lista, passi pure . Ma che in modo selvaggio si è imbratto con manifesti ogni angolo della città e disseminato centinaia di volantini per le strade e le piazze assolutamente no ! Lo ritengo un  segno di inciviltà, estrema debolezza, di arroganza e di noncuranza verso il momento difficile che il nostro Paese sta attraversando.  E consentitemelo, già da  questi comportamenti si evince il grande amore di diversi candidati , non di tutti a onore del vero, nei riguardi dell’ambiente in cui viviamo. Al di là della mancanza di sensibilità e affezione verso la città e  di confronti, progetti, idee rimpiazzate da spot, andiamo a votare perché non farlo significa “tirarsi fuori dai giochi”, perdere il diritto di critica per come evolveranno le cose, darla vinta ai soliti potentati-paperoni e speriamo che vinca chi ha davvero a cuore le sorti di questa splendida e martoriata terra.volantino 1volantino due