La politica e la società civile

darioCari amici, se qualcuno di voi ha solo lontanamente pensato di disinteressarsi alla prossima competizione elettorale a Marcianise perché stufo delle solite strategie, tattiche e trattative più o meno segrete, ha più di un motivo per ricredersi e fare la sua parte. Non è una chiamata alle armi, non mi compete e non ho mai avuto le necessarie doti di condottiero, ma una semplice considerazione che scaturisce dall’osservazione e dalla lettura degli ultimi avvenimenti politici. La partita a Marcianise, contrariamente alle altre realtà che andranno al voto, si fa sempre più avvincente, a tratti eccitante, perché più che le persone nei loro diversi ruoli ( politici di passione o di mestiere, saltimbanca e affezionati ai voli della quaglia, servitori del popolo, dilettanti allo sbaraglio, vecchi volponi) è in gioco un modo di intendere la politica diametralmente opposto. Pochi giorni fa Dario Abbate, leader

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LA RESA DEI CONTI

1Domenica mattina approfittando del bel sole, io ed un vecchio, caro, acuto amico passeggiavamo per via Grillo in direzione Piazza Carità e scambiavamo due chiacchiere sulla situazione politica nazionale. A lui che prospettava da un lato il rischio che il Pd non raggiunga la soglia del 40% prevista dall’Italicum per il premio di maggioranza e dall’altro la comune volontà di Renzi e Berlusconi di votare nel 2018 per il timore di una schiacciante vittoria dei Cinquestelle in caso di elezioni anticipate , facevo notare

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Il labile confine tra ambizione e arrivismo

Spesso nel nostro lavoro quotidiano e in politica facciamo fatica a distinguere tra l’ambizioso e l’arrivista. Il primo vuol essere l’autore, lo sceneggiatore, il protagonista della sua esistenza con lealtà e rispetto l43-roberto-speranza-riquadro-150414213038_mediumverso gli altri. Il secondo calpesta tutto e tutti pur di raggiungere un obiettivo o traguardo personale. Chi al momento sembra incamminarsi sulla via della sana ambizione, è

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Chi troppo tira la corda, prima o poi la spezza

E’ questione di rispetto, ma anche d’intelligenza non abusare mai della pazienza altrui perché fin quando hai il vento in poppa procederai spedito, quando invece le vele saranno piatte la barca si fermerà ballonzolando un po’ di qua e un po’ di là. Non è facile tenerne conto soprattutto quando ritieni che il vento spirerà sempre a tuo favore, ma la convinzione e la volontà umana nulla possono dinanzi alla imprevedibilità degli eventi naturali. Conviene, dunque, nel corso di una traghettata sfruttare al massimo la potenza del vento, avendo però in debita considerazione che, per un capriccio del dio Eolo, crisi-Grecia-tsipras-Merkel (1)potresti impiegare più tempo del previsto per raggiungere la destinazione. Chi sembra fregarsene di tutto e tutti, perché certa che l’imbarcazione tedesca non conoscerà mai una battuta d’arresto, è la cancelliera tedesca, Angela Merkel , che ieri nel corso di uno dei tanti ed estenuanti incontri per il salvataggio della Grecia, ha costretto Tsipras a porre sul tavolo della trattativa anche la sua giacca. Siamo chiari per carità : non è in discussione la legittima richiesta alla Grecia di darsi una regolatina coi conti pubblici in cambio di aiuti, ma la “sollecitazione” a compiere macelleria sociale in tempi strettissimi. Coi suoi diktat la signora Merkel, cui va la nostra particolare simpatia e gratitudine per l’attaccamento ad Ischia, pecca due volte: di onnipotenza e di memoria. Nel corso degli ultimi decenni anche la Germania, oggi indiscussa regina dell’economia europea e terzo paese al mondo per export e import, ha avuto

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Avanzano i caporali, arretrano le idee

A 5 anni trascorrevo intere giornate in compagnia di mio nonno che faceva il bidello in una sezione di partito ove ho avuto la fortuna di conoscere giovani personaggi poi divenuti leader del partito e figure di primo piano delle istituzioni, l’entusiasmo e la gioia negli occhi e nelle mani di ognuno per l’organizzazione della festa di partito, l’euforia e i caroselli per la vittoria alle comunali, la delusione e il pianto per la disfatta elettorale imprevista e tanti modi di dire, aneddoti, frasi. Ricordo che tra i detti che più mi incuriosiva perché non riuscivo a comprenderne il senso c’era:” In politica ciò che vale oggi, non vale domani”. Per anni e anni mi son chiesto cosa volesse dire e solo intorno agli anni della maturità son riuscito più o meno ad afferrarne il significato: se un politico assume un impegno o dà la parola oggi, non necessariamente varrà il giorno dopo. Ed in effetti, crescendo ho constato che quelle parole avevano un loro fondamento. Come diceva, Eduardo De filippo, però, “nella vita gli esami non finiscono mai” e alla mia

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